Cumulo di indennità di carica e stipendi “privati” per sindaci e amministratori locali: c’è la legge
L’Aula approva l’interpretazione autentica di una norma del 2017: il divieto resta per incarichi ottenuti grazie al ruolo istituzionaleLa fascia tricolore
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Indennità da carica elettiva più compensi di attività professionali, lavoro dipendente o altri incarichi: sindaci e amministratori locali della Sardegna potranno continuare a cumularli se le entrate “private” non sono previste in ragione del mandato amministrativo.
È questo il senso della legge di interpretazione autentica approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale, che chiarisce il perimetro del divieto di cumulo previsto dalla legge di stabilità del 2017.
La norma stabilisce che il divieto riguarda gli incarichi presso enti locali, organismi degli enti locali, amministrazioni regionali ed enti regionali quando la carica elettiva costituisce un requisito necessario per la nomina o la designazione. Restano invece fuori dal divieto gli incarichi collegati all'esercizio di una professione, i rapporti di lavoro subordinato e quelli attribuiti sulla base di specifiche disposizioni di legge.
La legge precisa inoltre che restano consentiti il rimborso delle spese documentate e il gettone di presenza nei limiti previsti dalla normativa. L'interpretazione autentica, secondo i proponenti, serve a chiarire che la disposizione del 2017 non era destinata a incidere sull'attività professionale o lavorativa degli amministratori quando questa non dipende dalla carica ricoperta. Il provvedimento non comporta nuovi o maggiori oneri finanziari per la Regione e non può incidere sui rapporti definiti con sentenze passate in giudicato. Entrerà in vigore con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione.
(Unioneonline)
