Conte a Cagliari: «Il momento difficile della maggioranza? Todde saprà fare sintesi»
«Il cambiamento non può che iniziare dalla sanità, la presidente sta facendo un gran lavoro»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il leader del M5S Giuseppe Conte è arrivato a Cagliari per una visita delle aree colpite dal ciclone Harry e per partecipare, nel pomeriggio, a un incontro sul referendum sulla giustizia. L’ha fatto a due anni dall’elezione di Alessandra Todde alla presidenza della Regione, nel momento più difficile per il Campo largo in Sardegna, visto lo strappo conclamato del Pd che per due volte consecutive non ha partecipato alle sedute della Giunta con i suoi tre assessori.
«Noi dobbiamo raccogliere la sfida del cambiamento - ha detto ai microfoni, nel piazzale davanti al Lazzaretto di Sant’Elia - il cambiamento non può che iniziare dalla sanità. Sono stato testimone durante la campagna elettorale, e qui le prestazioni sono un lusso per pochi, per chi ha un’assicurazione o una carta di credito, ora dobbiamo mettere la competenza al primo posto in luogo dell’appartenenza. Alessandra Todde sta facendo un gran lavoro. L’assessorato alla Sanità vede la responsabilità primaria del M5S e della presidente che saprà far sintesi ascoltando le legittime istanze di tutte le forze della coalizione ma nella consapevolezza che c’è una responsabilità verso i cittadini che ci deve guidare tutti».
Sul punto, Todde ha ribadito che «questa visione di un Campo progressista nato in Sardegna va difesa, abbiamo un dovere nei confronti dei cittadini che ci hanno eletto: far fede ed essere coerenti con il programma elettorale. Il segretario regionale del Pd ha detto che non c’è un tema politico. Allora io dico: siccome non c’è un tema politico, concentriamoci sulle priorità per i sardi. Ho chiesto alle due segreterie regionali e nazionali di fare un incontro su cui io poi farò sintesi, ma dobbiamo ricordarci tutti che i cittadini hanno creduto su un progetto diverso, su questo ci dobbiamo impegnare. A me non interessano le nomine e le poltrone, credo non interessino ai cittadini né alla base del Pd con cui noi condividiamo i valori. È importante in questo momento difendere e avere rispetto per un assessorato che è sotto l’egida del M5S». Poi, ha chiarito in conclusione, «se ci sono differenze le voglio sentire sui programmi, le nomine non mi appassionano. Anche perché credo che rispetto al 31 dicembre non sia cambiato nulla dal punto di vista legale».
