Caso Forestas: «Se lo fa il centrodestra è corrotto, se sbaglia il M5s è in buona fede?»
L’Anticorruzione ha dichiarato nulla per incompatibilità la nomina dell’amministratore unico. Affondo di Piga (Fdi). E Forza Italia: «Decine consulenti strapagati e in Regione non si sono accorti dell’errore»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Todde ancora una volta dimostra di non rispettare le leggi e di non sapersi scegliere collaboratori e manager per governare il sistema Regione»: è duro l’affondo del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Fausto Piga, nel commentare la decisione dell’Anticorruzione della Regione che ha dichiarato nulla, per incompatibilità, la nomina dell’amministratore unico di Forestas Salvatore Piras. Non solo: nel provvedimento si annuncia l’avvio di un procedimento per l’accertamento di eventuali responsabilità tra chi ha deliberato la nomina, ossia i componenti della Giunta.
Per Piga si tratta di un fatto che denota «un'incapacità che significa disordine amministrativo e caos istituzionale: basti pensare che ora c'è la campagna antincendio da portare avanti e questo altro pasticcio non ci voleva, sembra la trama di un film horror».
«Chissà quale sarà il commento di Giuseppe Conte all'assemblea regionale dei 5s», rilancia il meloniano, «i Cinque stelle come sempre useranno due pesi e due misure: quando sbaglia il centrodestra è corrotto, mafioso, tutti devono dimettersi, anche per un semplice avviso di garanzia che non significa essere colpevoli, quando sbagliano loro sono sempre tutti in buona fede sminuendo qualsiasi contestazione a loro carico».
Critiche arrivano anche dal gruppo consiliare di Forza Italia: la dichiarazione di nullità della nomina «al netto delle qualità personali e professionali dell’interessato, che non sono in discussione» che «evidenzia un problema ben più serio che è la superficialità con cui si esercita il potere di nomina. Non serviva un’indagine sofisticata per accorgersi di una causa di incompatibilità così evidente», ossia l’aver ricoperto Piras, nell’anno precedente all’incarico, il ruolo di Dg di una società che ha incassato soldi dalla Regione. «Bastava semplicemente leggere la norma», dicono da Forza Italia, «e invece oggi ci troviamo davanti all’ennesimo corto
circuito amministrativo, con un’agenzia strategica lasciata senza guida proprio all’avvio della stagione più delicata, quella degli incendi».
Colpisce, e non poco, secondo gli azzurri, «che in una Regione che si avvale di decine di consulenti, lautamente retribuiti, non ve ne sia stato neppure uno in grado di rilevare per tempo una incompatibilità così palese».
