Amministrative 24 e 25 maggio: niente di nuovo sotto il sole?
L’analisi del voto anche in attesa delle prossime politiche(foto Ansa)
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Trascorsa appena una settimana dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, le aspettative sul piano nazionale rispetto ai risultati conseguiti sono state e sono molteplici, e probabilmente piuttosto illusorie sul piano della verosimiglianza rispetto agli esiti delle prossime politiche.
A Venezia, ha prevalso il candidato sostenuto dal centrodestra, ossia l’assessore uscente Simone Venturini. Anche a Reggio Calabria il centrodestra riesce ad avere la meglio con Francesco Cannizzaro, sostenuto, nella circostanza anche da Azione. Il centrosinistra ha prevalso, invece, in Toscana nei Comuni di Prato e Pistoia con Arezzo al ballottaggio. Vincenzo De Luca ha vinto con amplissimo margine a Salerno, ha trionfato al primo turno e nessuno poteva dubitarne, mentre, invece, Vladimiro Crisafulli a Enna. Il dato interessante è che, sia Vincenzo De Luca, sia Vladimiro Crisafulli, erano sostenuti dal centrosinistra, tuttavia senza il simbolo del Partito Democratico nella coalizione.
Più che sorprendere, gli esiti, sono stati la pura e semplice rappresentazione plastica del rapporto di forza già esistente nei rispettivi territori. Nulla quaestio, dunque, sul punto. Se una considerazione si volesse fare, interesserebbe proprio il risultato conseguito da Vincenzo De Luca, confermatosi leader indiscusso, sul quale nessuno poteva dubitare, e che vale a riaffermare la sua forza attrattiva sui votanti a prescindere dai simboli. Altrettanto dicasi per il risultato conseguito dal centrosinistra a Pistoia dopo un decennio di amministrazione del centrodestra. Cercare tuttavia di intravedere negli esiti di questa tornata elettorale post referendaria, il riflesso del potenziale esito delle prossime “politiche” resta un puro e semplice, quanto fallace, esercizio speculativo di stile. Non bisogna farsi illusioni, perché il significato pregnante di ciascuna di queste elezioni è, e non può che essere, unicamente locale, perché inscindibilmente legato al livello di radicamento e di affidamento riflesso dai singoli candidati sul territorio di riferimento, anche a prescindere dalla coalizione o dal partito politico di cui sono espressione.
Sul piano delle cosiddette “politiche” le dinamiche sono altre, probabilmente legate al riflesso sul piano nazionale delle scelte di politica estera ed economica interna. Se proprio si volesse commentare, si dovrebbe piuttosto riconoscere che il voto espresso in occasione delle recentissime amministrative evidenzia una certa indipendenza della politica territoriale rispetto a quanto rappresentato ed idealizzato dai maggiori esponenti politici nazionali. Ciò che sembra emergere, se volessimo proiettare il risultato raggiunto nell’ultimo appuntamento di voto, è che, in fondo, nessuna delle due coalizioni abbia affermato alcunché. Si percepisce una certa fluidità del risultato raggiunto che non può essere sottovalutata. Né il centrodestra né il centrosinistra può davvero leggere gli esiti dell’ultimo appuntamento elettorale in maniera univoca e/o di rispettivo favore, perché in realtà quegli esiti non offrono rassicurazioni né all’una né all’altra coalizione.
Le amministrative non hanno alcun collegamento con gli esiti referendari e non ne avranno con le prossime politiche sugli esiti delle quali inevitabilmente ricadrà, con buona verosimiglianza, tutta la stanchezza, che pare percepirsi, dei cittadini verso le scelte nazionali rispetto ai contesti bellici in atto e alle conseguenti crisi di carattere economico. Sarà probabilmente il “carrello della spesa” ad incidere sul voto delle prossime politiche.
Giuseppina Di Salvatore – Avvocato, Nuoro
