«A rischio l’esistenza del Psd’Az»: ex segretari ed ex presidenti del partito contro Solinas
Guerra aperta in casa sardista, l’ex governatore nel mirino di quasi tutti coloro che hanno guidato i Quattro Mori nei 30 anni prima di lui: «Ci vediamo a Orgosolo per la rinascita»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il suo nome non compare mai. Ma è un atto d’accusa contro Christian Solinas la lettera aperta sottoscritta da sette ex segretari e presidenti del partito sardo d’Azione, pronti a partecipare all’assemblea convocata per il 24 maggio a Orgosolo. Silvano Cadoni, Giovanni Colli, Giovanni Columbu, Lorenzo Palermo, Efisio Pilleri, Giacomo Sanna e Efisio Trincas sono sette uomini in vita (di nove, uno dei quali non ha firmato e l’altro ha preso un’altra tessera) che negli ultimi quasi 40 anni hanno guidato i Quattro Mori.
Dicono che con l’attuale segretario Solinas «è a rischio l’esistenza stessa del Partito sardo d’Azione». Un partito che «da troppo tempo non riesce a parlare né ai suoi militanti né, in generale, alla società sarda ed alla sua gente». Dicono di non voler più subire «un silenzio assordante sulle questioni politiche, economiche e sociali che riguardano la Sardegna». E mentre gli organismi interni del partito sono necrotizzati da parte di chi lo guida arriva un «silenzio mortale, funzionale alla modalità operativa sintetizzata dall’aberrante slogan “stare con chi vince”».
Per questo, dicono, si vedranno a Orgosolo, «con i sardisti che hanno voglia di ripartire: «Discuteremo e rilanceremo le nostre idee per la libertà della Sardegna. Parleremo anche del Partito Sardo, ma soprattutto parleremo di cosa può fare (deve fare) il Partito Sardo d’Azione per la Sardegna».
Ecco il testo integrale della lettera, con le firme in calce.
Andremo all’Assemblea del 24 maggio 2026, ad Orgosolo.
Siamo sardisti e vogliamo trovarci fra amici e compagni che condividono la stessa idea: Un PSdAz forte ed autorevole è indispensabile per dare ai Sardi azioni di benessere e sviluppo, e per far ritrovare la speranza in una Sardegna diversa e migliore, non più soggetta ad oppressione, non più terreno libero per le peggiori speculazioni economiche e politiche. E di questo vogliamo parlare.
Inoltre siamo molto preoccupati per la situazione del PSd’Az.
Ci siamo resi conto di appartenere ad un Partito che da troppo tempo non riesce a parlare né ai suoi militanti né, in generale, alla società sarda ed alla sua gente.
Abbiamo pazientato, dal Congresso del 2024 in poi, sperando che, passata la stagione non esaltante del governo regionale affidata ad un sardista, si potesse riprendere la discussione politica sulle cose vere che interessano la Sardegna e si svolgessero azioni in favore del suo popolo.
Non abbiamo visto nulla di questo, ed anzi abbiamo osservato peggiorare il nostro Partito su questioni essenziali riguardanti la sua democrazia interna e la sua conduzione.
Attendiamo invano da anni il rilascio delle tessere attestanti appartenenza al PSdAz e facoltà, per ogni singolo sardista, di esercitare i suoi diritti; abbiamo atteso invano che si formassero gli organi statutari essenziali, senza i quali non si può procedere a deliberare la volontà dell’Associazione: non sono mai stati nominati la Direzione, la Commissione Nazionale di Garanzia, non sono stati completati gli organismi di tutela finanziaria ed economica. Sappiamo che non esiste più una sede che individui la presenza fisica dell’Associazione.
Nemmeno esiste più l’organizzazione delle Federazioni, che sono le uniche cui compete, attraverso le Sezioni, la gestione del tesseramento; è scaduta ogni proroga, non più rinnovabile, del commissariamento.
E’ stato di fatto impedito al Consiglio nazionale (decimato dalla terribile prassi adottata per la nomina dei componenti “di maggioranza”) di ricostituirsi e riunirsi.
Tutto ciò si traduce nella carenza delle condizioni elementari prescritte (individuazione esatta degli associati, organi, sede) e mette in pericolo l’esistenza stessa del Partito Sardo d’Azione.
Abbiamo anche visto l’uso disinvolto che alcuni fanno del nostro simbolo, e l’utilizzo abusivo dei “quattro mori” senza alcuna reazione da parte del segretario.
Abbiamo poi subìto un silenzio assordante sulle questioni politiche, economiche e sociali che riguardano la Sardegna.
Il Partito Sardo è stato vergognosamente assente rispetto alla mobilitazione contro le pale eoliche in Sardegna, e non ha nemmeno denunciato la sottrazione di sovranità a danno della Regione e dei Comuni, privati di ogni potere reale di coordinamento e opposizione.
Lo Stato italiano spadroneggia sui nostri territori, sulle nostre ricchezze materiali e culturali, sul nostro ambiente, colline e mare; e ciò senza che la voce del Partito Sardo si faccia sentire.
Altrettanto grave l’assenza dei sardisti sulle questioni essenziali del rapporto fra Sardegna, Stato ed Europa: nessun dibattito, nessuna richiesta di riforme; nessuna azione di tutela per i nostri cittadini sul piano fiscale ed economico.
Silenzio mortale, silenzio funzionale alla modalità operativa sintetizzata dall’aberrante slogan “stare con chi vince”. Uno slogan del tutto opposto ai valori del sardismo i quali invece ci richiamano alla parola chiara e aperta e alla ricerca di eventuali alleanze non sulla scorta del silenzio ma sulla base della maggiore condivisione dei programmi.
Ci vogliamo trovare ad Orgosolo insieme a tutti i sardisti che hanno voglia di ripartire.
Ripartire alla pari, fra militanti, senza distinzione fra chi, come noi, ha avuto responsabilità di partito e chi invece vuole dare per la prima volta un contributo.
Discuteremo e rilanceremo le nostre idee per la libertà della Sardegna.
Parleremo anche del Partito Sardo, ma soprattutto parleremo di cosa può fare (deve fare!) il Partito Sardo d’Azione per la Sardegna; con umiltà, ascoltando tutti, e cercando di ridare speranza ai Sardi, dicendo che il Partito Sardo c’è ancora, che i suoi uomini hanno ancora voglia di proporre idee e azioni di lotta, di intervenire con intelligenza e decisione per salvare le condizioni dell’autonomia e per affermare l’idea dell’indipendenza.
E’ indispensabile un nuovo Congresso, da farsi con regole che garantiscano tutti, e per la creazione di una classe dirigente nuova, giovane, colta, sinceramente indipendentista, disponibile ad affermarsi nel Partito Sardo ed a sacrificarsi per esso.
Siamo coscienti che l’esistenza di un Partito Sardo forte ed autorevole non riguarda solo il PSdAz, ma riguarda l’intera Sardegna: in questo spirito invitiamo ad intervenire, invitiamo ad essere ad Orgosolo, invitiamo tutti a riprendere in mano la politica, a ricominciare ad organizzarci per una Sardegna finalmente libera.
FORTZA PARIS!
Orgosolo, 6 maggio 2026
Silvano Cadoni
Giovanni Colli
Giovanni Columbu
Lorenzo Palermo
Efisio Pilleri
Giacomo Sanna
Efisio Trincas
