Un voto di appartenenza: Il post di lunedì 16 febbraio 2026
Di Bepi AnzianiC’è chi grida di votare No perché “il codice Rocco non si tocca”, dimenticando che proprio quel codice, ancora oggi ossatura del nostro sistema penale, pur profondamente modificato nel tempo, nasce nel 1930, in pieno regime fascista. C’è chi sostiene che le carriere non possano essere separate, ignorando che forme di separazione già esistono nell’ordinamento.
C'è anche chi avverte che a votare Sì, saranno delinquenti e lobbysti. Chi invece promette che votare Sì darà un colpo mortale alle correnti della magistratura e dimezzerà i tempi della Giustizia. Narrazioni opposte, slogan speculari. Ma entrambe nascondono la verità, l'obiettivo politico del referendum di marzo: misurare, più che riformare, la solidità del Governo Meloni.
Anche in caso di vittoria del No, infatti, è difficile immaginare un arretramento del centrodestra. Per questo il confronto difficilmente resterà ancorato ai contenuti dei quesiti referendari. Più probabile che prevalga lo scontro politico fatto di semplificazioni, bufale, insulti e scenari apocalittici agitati fino all’ultimo giorno.
Le ragioni vere per cui sarebbe meglio approvare la riforma o lasciare le cose come stanno forse non ce le spiegherà mai nessuno. A vincere non sarà chi sarà stato capace di entrare nel merito del referendum, ma chi riuscirà a portare più elettori alle urne. Una croce sul Sì o sul No per appartenenza. Raramente per convinzione. Schiavi di un corto circuito politico e mediatico che impedisce di ragionare da persone libere.
Bepi Anziani
