Ogni anno quando nella settimana santa si rievoca il martirio di Gesù si ripropone un dilemma: considerare Giuda simbolo del male assoluto oppure del male necessario. Il tema è antico quanto lo sono il bene e il male. La Resurrezione di Cristo è il trionfo del bene, è riscatto, è salvezza. Resi possibili, però, dal tradimento di Giuda, incarnazione del male. Senza la sua delazione, senza il suo bacio di morte, Gesù –questo si deduce dai Vangeli- non sarebbe stato arrestato, condannato, crocefisso. Senza il versamento del suo sangue l’umanità non sarebbe stata redenta dal peccato. E allora: il male può essere necessario per pervenire al bene? È questo uno dei nodi più controversi della dottrina cristiana. A fine quaresima è andato in distribuzione nelle sale cinematografiche il film “Il Vangelo di Giuda”. La tesi finale del regista Giulio Base è che Gesù, per compiere la propria missione, aveva bisogno di qualcuno che lo tradisse. Quindi di un male necessario. E fino a che punto gli autori del male sono da condannare se attraverso la loro azione si perviene al bene? In questa prospettiva i bombardamenti distruttivi degli Alleati, che posero fine alla seconda guerra mondiale e al terrore nazifascista, furono un male necessario? Con la stessa visione analizziamo ciò che oggi accade in Medioriente. E domandiamoci se anche Donald Trump è un male necessario.

Tacitus

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