Ti presento Salis: il Caffè Scorretto del 31 marzo
Di Celestino TabassoSarà che nel frattempo Ilaria Salis ha ridimensionato la sua denuncia, dopo aver parlato di regime perché la polizia è andata in hotel a intervistarla sulla sua identità e le sue intenzioni. O sarà che nel frattempo Trump ogni giorno piccona per dispetto un altro pezzo di pace e prosperità mondiali, o sarà che nel frattempo il governo israeliano ha vietato il Santo Sepolcro al cardinale Pizzaballa (gesto senza precedenti quanto ad arrogante volgarità, ma dopo Gaza è come scandalizzarsi perché un criminale porta i calzini bianchi e corti). Sarà tutto questo e anche altro, ma la vicenda dell’identificazione di Salis, appunto, per quanto risalga a sabato sembra una pagina di storia sumera.
Però una notarella forse la merita. La versione della polizia, cioè che è tutto uno spiacevole equivoco e solo alla fine si è capito che quella donna da identificare era un’europarlamentare, va bene per chiudere garbatamente la questione. Però metterebbe i brividi pensare davvero che chi deve cercare e neutralizzare lupi solitari nel dark web poi ci mette un’ora o più per capire che Salis Ilaria non è un’omonima dell’onorevole Ilaria Salis, ma proprio lei.
Si rilassino gli angosciati del “sanno tutto di noi”: è vero, c’è chi sa tutto o quasi, ma non è il questore. Se a cercare Salis fosse stata Amazon per suggerirle di comprare un paio di calzini, l’avrebbe beccata senza incertezze e in un secondo.
Celestino Tabasso
