Tempus fugit: il post di lunedì 7 settembre 2026
Di Bepi AnzianiDice un mio amico dal ferreo pragmatismo che non è vero che il centrosinistra non abbia un programma per le prossime elezioni. Il programma c’è ed è molto semplice: vincere per governare. Poco importano le promesse in tempi in cui gli elettori si schierano da tifosi, accontentandosi di battere l’avversario ideologico.
Vale per tutti, centrodestra compreso. E forse anche per questo il record di durata del governo Meloni rischia di restare un mero fatto statistico. Governare a lungo e cambiare il Paese sono due cose diverse. Sul secondo fronte molti degli obiettivi di inizio legislatura sono rimasti sulla carta. Non mancano le attenuanti. Sono stati anni difficili, segnati da crisi internazionali che hanno sconvolto le economie e i programmi di molti governi europei, a cominciare da Germania e Francia. Ma le grandi riforme della maggioranza non hanno raggiunto il risultato sperato. Il premierato non è arrivato al traguardo, l’autonomia differenziata è stata ridimensionata dalla Corte costituzionale, la separazione delle carriere bocciata dagli elettori. Restano molti provvedimenti approvati, dal fisco alla sicurezza, dall'immigrazione al welfare. E risultati che il governo rivendica, dall'occupazione alla stabilità dei conti.
Ma qual è la grande trasformazione dell’Italia che assoceremo agli anni di Giorgia Meloni?
La stabilità è uno strumento, non il risultato. La storia dei governi non si misura contando i giorni trascorsi a Palazzo Chigi, ma le cose cambiate dopo che se ne sono andati. In latino suona meglio. Tempus fugit, carpe diem.
Bepi Anziani
