Sta in bilicum: il Caffè Scorretto del 3 marzo
Di Celestino TabassoLo “Stabilicum” non è ancora stato depositato e già si pone l’interrogativo più pressante: perché le leggi elettorali in Italia devono avere sempre dei nomi così scemi? A parte che suona tipo “Sta in bilicum”, e tutta questa solidità non la trasmette, è proprio la bruttezza grottesca del nome che ormai è una tradizione, dal démodé Mattarellum (chi ricorda Tordella?) al bolsamente enologico Rosatellum passando per il Porcellum (vabbe’). Meglio portarci avanti col lavoro e prepararci alle prossime riforme.
Machebelcastellum. Ci si mette in cerchio e si fa la conta, quello indicato a fine filastrocca fa il senatore. In caso di contestazioni c’è il ballottaggio (marcondirondirondellum). Dice: ma è una scemenza. E invece mandare al Csm gente presa col sorteggio, quello no?
Acchiapparellum. Uguale, ma con l’abolizione dell’autorizzazione a procedere.
Ombilicum. Ignori le distrazioni (Ucraina, povertà, derive intolleranti) e ti concentri sul fluire dell’energia nel tantien inferiore, ripetendo “Sono testardamente unitaria” finché non vinci le elezioni.
Optalidon. Dopo aver affrontato il voto con testarda unitarietà lo cospargi sui collegi più infiammati.
Liciogellum. Separazione delle carriere, desertificazione della stampa, presidenzialismo, riduzione dei parlamentari, pancetta nella carbonara e non guanciale. Calma gente: ci stiamo lavorando da anni.
Celestino Tabasso
