Il supermercato è il luogo della logica. Ci si entra per acquistare merci necessarie, raggruppate per categorie evidenti (qui le verdure, lì i saponi) e proposte allo sguardo in base a qualità e prezzo. Quindi è il luogo dove l’essere umano dovrebbe assomigliare a come lo immaginano gli economisti: un attore razionale, che cerca la convenienza e acquisisce delle risorse con il minor dispendio possibile di denaro ed energie. Ma allora perché il cliente, quando arriva alla cassa e deve svuotare il carrello, non usa tutte e due le dannate mani che gli ha fatto la mamma? Ci metterebbe meno tempo e verrebbe fuori un’azione più simmetrica. Eppure no. Una donna su due per pescare dal carrello usa solo la destra: con la sinistra tiene la borsetta sospesa a mezz’aria. Un uomo su due, invece, con la sinistra tiene il telefono o il portafogli. Magari li portava in tasca fino a quel momento, ma una volta alla cassa li caccia fuori così, giusto per avere la sinistra impegnata mentre con la destra acchiappa la birra. Poi magari borbotta fra sé contro la cassiera che gli ha dato la busta solo dopo aver passato tutti i pezzi, mentre se gliel’avesse data subito lui li avrebbe imbustati man mano che (bip!) passavano in cassa, e avrebbe fatto più in fretta. E se ne va imbronciato, con la chiave dell’auto già in pugno nonostante sia parcheggiata a sette minuti di cammino.

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