Orgoglio e pregiudizio
Di Bepi AnzianiC’è un sentimento che merita rispetto e condivido: l’orgoglio con cui molti sardi difendono la propria terra. È un segnale positivo, soprattutto dopo decenni in cui troppo spesso il territorio è stato considerato una risorsa da sfruttare più che un patrimonio da custodire. È giusto vigilare, chiedere trasparenza, pretendere che ogni progetto sia valutato con rigore. Ma l’orgoglio può facilmente trasformarsi in pregiudizio. E allora il confronto lascia spazio alle sentenze, il dubbio alle certezze, l'analisi agli slogan. Ogni volta che si svela un progetto si rimette in scena un copione ormai abituale. Sui social si riversa il popolo del “no”. No ai villaggi turistici, no agli alberghi, no agli stadi, no alle piste ciclabili, no alle centrali nucleari, no alle spiagge regolamentate. Qualunque proposta diventa automaticamente un attentato alla Sardegna. A preoccupare non è la protesta, che è un diritto. È la rinuncia a capire. Colpisce vedere anche professionisti affermati, persone che dispongono degli strumenti culturali per approfondire, fermarsi invece al “pare”, al sentito dire, trasformando opinioni in verità incontestabile talvolta solo per convinzione politica. Così ogni imprenditore diventa uno speculatore, ogni investimento un regalo ai privati, ogni intervento pubblico uno scandalo.
Il problema è che il “no” paga. Sui social raccoglie consenso, in politica evita responsabilità. Dire no è sempre più facile che spiegare un sì.
Difendere la Sardegna significa pretendere progetti migliori, non rifiutare qualunque progetto chiudendosi in sé stessa. Perché un'isola che respinge tutto, prima o poi rischia di respingere anche il proprio futuro.
Bepi Anziani
