Notte di fuoco all’Olimpico: l’analisi del 9 febbraio 2026
Di Enrico PiliaPoi il calcio, un po’ come la vita, va così. Scegli di privarti – non per soldi, sia chiaro – del tuo difensore esperto, quasi un boomer in una squadra di giovanissimi, e l’altro senatore, il sudamericano dalle ginocchia di cristallo, si ferma. Sembra un complotto. Roma-Cagliari si gioca stasera ma da alcuni giorni, anche per il tam-tam ossessivo delle radio romane che pretendono una vittoria da Gasperini, siamo già in campo. E attenzione al Cagliari, pronto a una notte di fuoco, una squadra che finalmente si è guadagnata la giusta attenzione per questo suo profilo giovane, intraprendente, molto “casteddu” e poco borghese. Tre vittorie di fila, un progetto tecnico che funziona, con quel pizzico di Sudamerica che ci riporta sempre all’estate del 1990, con lo sbarco nel Cagliari degli Orrù di Francescoli, Fonseca ed Herrera.
Sarà bellissimo, stasera, capire se all’Olimpico hanno metabolizzato quanto sia pericoloso Pisacane: le foto di Spalletti, Vanoli e Zanetti se le è già appese nell’armadio della Domus, quella di Gasp sarebbe un’altra dal peso enorme, in questo torneo dove se continui a vincere ti viene un attacco di vertigini. Roma-Cagliari ha sempre un fascino particolare, perché è la grande città del calcio più vicina a noi, perché lo stadio sarà ad alta percentuale di tifosi rossoblù e magari questa sera potrebbero sorridere, alla fine, dopo un confronto fra una presunta “big” e una provinciale da battaglia, dove tutti corrono e non importa chi vada in campo.
Con Palestra, Rodriguez, Kilicsoy (e Idrissi, se lo vedremo a gara in corso) sembrerà una squadra di college, Albarracin e Trepy terranno bassa la media, gli altri giovani millennials danno al gruppo rossoblù quella giusta strafottenza che sta diventando un biglietto da visita ben noto.
Che partita, stasera, una gara il Cagliari può affrontare con una “pericolosa” leggerezza, la maschera che nasconde invece massima applicazione in ogni istante, il manifesto di Pisacane. La svolta mentale, arrivata dopo il successo proprio con la Roma, nel dicembre scorso, consente alla squadra allestita da Giulini e Angelozzi di essere temuta. «Ce la giochiamo con tutti» è più di un concetto, è un urlo di battaglia, è la nuova mentalità. La Roma non sembra imbattibile e il Cagliari raramente ha mostrato sbandate, quella col Genoa è senza alcun dubbio un episodio. Stasera ci divertiremo, per chi ha il Cagliari nel cuore sono quelle partite in cui ti aspetti l’impresa. Al tifoso non resta che aspettare le 20.45, sapendo bene che questi ragazzi sono capaci di tutto.
Enrico Pilia
