L’arte del rattoppo: il post di lunedì 8 giugno 2026
Di Bepi AnzianiSapete perché la Sardegna non va avanti? Perché non sa dove andare. Può sembrare una provocazione, ma basta guardare a ciò che è stato realizzato negli ultimi vent'anni per rendersene conto. È difficile individuare una grande opera pubblica, un'iniziativa strategica, un progetto capace di lasciare un segno tangibile sul territorio e di indicare una direzione di sviluppo. L'unica eccezione che viene in mente è il completamento della Sassari-Olbia. Per il resto, il panorama è dominato da cantieri stradali che sembrano non finire mai: la 131, la 195, la 125, la 131 dcn. È sulle strade che continuano a concentrarsi gran parte delle risorse pubbliche destinate alla Sardegna. Strade necessarie, certo. Ma troppo spesso trasformate in opere interminabili, costose e incapaci di risolvere definitivamente i problemi per cui erano state progettate. Dei rattoppi insomma. Nel frattempo non si costruiscono nuovi ospedali, dighe, porti turistici di livello internazionale, poli della ricerca, ferrovie moderne. Non si fanno stadi, teatri, cittadelle dell'innovazione. Nulla che possa cambiare davvero il volto dell'isola. Negli anni Sessanta, pur tra luci e ombre, esisteva almeno un'idea di sviluppo. Oggi sembra mancare persino quella. Si naviga a vista, rincorrendo emergenze e finanziamenti, senza un disegno riconoscibile.
Il problema della Sardegna non è la scarsità delle risorse. È l'assenza di una meta condivisa. La domanda è: come immaginiamo la Sardegna tra vent'anni? Se non sappiamo rispondere, continueremo a spendere soldi per rifare le strade senza accorgerci che manca la destinazione.
Bepi Anziani
