Il traguardo è lì a un passo
di Enrico PiliaStasera il Cagliari gioca la sua partita numero 34 accomodandosi davanti a un tavolo ben apparecchiato. Perché le rivali – sì, rivali nella corsa a non retrocedere nella categoria inferiore – hanno già dato. Dimostrando che di vincere non se ne parla, anzi: il Lecce ha pareggiato a Verona in una partita che sarebbe stato meglio giocare a Subbuteo, la Cremonese ha preso quattro gol a Napoli e quindi il fossato è diventato più profondo. A quota 33, il Cagliari scende in campo comunque con l’assillo di non perdere quota, davanti avrà – ore 18.30 – una squadra che fuori casa ha segnato sempre, che ha vinto cinque partite lontano da Bergamo e che è in piena corsa per un posto nelle prossime coppe europee. Un dato, su tutti: solo la qualificazione all’Europa League porta in cassa quasi 20 milioni di euro, un cammino quasi completo può fruttare quasi 100 milioni. L’Atalanta avrà le casse strapiene (la società ha lavorato molto bene con le cessioni) ma quei soldini fanno gola a tutti, ricchi compresi. E un’Atalanta senza le coppe sarebbe un fallimento.
Nel corso della passata settimana abbiamo dato voce ai tifosi del Cagliari, che fanno parte del pacchetto perché soggetto finanziatore fra biglietti e abbonamenti e soprattutto sostenitore innamorato. Pochi si aspettavano una stagione così altalenante, piena di scivoloni, ma comunque – numeri alla mano – portata a casa, o quasi. Eppure il Cagliari è lì,a un passo dal traguardo. Dove doveva essere.
Perché si è rischiato abbastanza con la squadra più giovane d’Italia, una panchina “giovane” e alcune cessioni in corsa, restando comunque sempre al di sopra della zona pericolo. Qualsiasi ambizione diversa dal mantenimento della categoria si può coltivare con ben altri investimenti, cessioni importanti (quando hai il materiale) e quella dose di fortuna – infortuni, episodi, scelte – che accompagna stagioni altamente positive, leggi Como e Sassuolo. Non è ancora il momento di fare bilanci, siamo probabilmente davanti a una svolta epocale nel Cagliari – il cambio di proprietà, di presidenza e quindi di strategie – e nulla arriva sulle idee di chi sembra intenzionato a occupare la stanza dei bottoni. Se non belle parole e sorrisi, per ora.
Oggi sarà il campo a parlare, il Cagliari deve invertire un trend che mette i brividi: 5 punti nelle ultime dieci partite, solo Verona e Pisa hanno fortunatamente fatto peggio e non era affatto semplice. La vittoria con la Cremonese, nell’ultima uscita alla Domus dell’11 aprile, ha rimesso in piedi un progetto che scricchiolava. Avanti, manca poco.
