Il post del lunedì: Onestà o fedeltà?
Di Beppi AnzianiSarà anche vero, come dice la presidente Todde, che era già tutto previsto ma, questa vicenda dei direttori delle Asl sarde, commissariati, sostituiti e poi riammessi in una giostra che va avanti da due anni, induce a qualche banale e se vogliamo ingenua considerazione. La prima, la più semplice, è che in Italia non si può fare, tout court, lo spoil system senza prima riformare radicalmente il settore nel quale si vogliono cambiare i vertici. Se non si cambia il modello, non si possono azzerare le persone che lo governano. La seconda è chiedersi perché si vogliano cambiare a tutti i costi questi dirigenti. Perché non hanno le competenze? Non sono all’altezza? Ma quando mai. Possono anche essere i migliori sul campo ma sono stati nominati dalla giunta precedente, quindi da sostituire con figure più adiacenti alla parte politica oggi al governo. Questione di posti da occupare, non di sostanza. Così fan tutti, è vero. Ma non sempre si può. Qui il metodo è stato sbagliato, e i giudici lo hanno stabilito chiaramente: non è possibile commissariare dirigenti nel pieno del loro mandato e poi sostituire i commissari con nuovi direttori. Le regole esistono, anche quando danno fastidio. Capire come se ne uscirà non è semplice. La vicenda complica il cammino della giunta Todde, con la presidente costretta a occuparsi anche della sanità. Col conforto formale dei partner di coalizione che in realtà non aspettano altro che piazzare gli amici nei posti che contano. La politica non vuole onestà. Preferisce fedeltà.
