Il post del lunedì: Che Dio ci aiuti
Di Bepi AnzianiGod save America. Perché solo Dio, vista la debolezza umana, può salvare la più grande democrazia del mondo dalle spallate che ogni giorno colpiscono le libertà individuali. Spallate che arrivano proprio da colui che dovrebbe esserne il più alto interprete. Donald Trump è una scheggia impazzita della politica globale.
Un terremoto continuo che rischia di sconvolgere l’ordine mondiale con conseguenze che oggi fatichiamo perfino a immaginare. Interviene su tutto, parla di tutto, giudica tutti, come se fosse il governatore della Terra più che il presidente degli Stati Uniti. Nel suo linguaggio non esistono alleati, ma solo sudditi temporanei.
Capi di Stato e ministri vengono trattati con arroganza, mentre la sua vis oratoria spesso finisce per mettere in difficoltà anche chi vorrebbe affiancarne l’azione. È accaduto anche a Giorgia Meloni, costretta a prendere le distanze dalle offese rivolte ai nostri soldati ma al tempo stesso pronta a sostenerlo nella suggestiva “corsa” al Nobel per la pace. Trump oggi agisce quasi indisturbato.
Ed è questo l’aspetto più inquietante. Perché negli Stati Uniti crescono tensioni sociali e fratture profonde che scuotono la convivenza civile. I fatti di Minneapolis e le brutalità dell’Ice parlano da soli. Molti dei suoi stessi elettori, che lo avevano sostenuto dopo gli anni incerti di Biden, cominciano ora a guardare con sgomento a una presidenza che sembra nutrirsi del caos che produce.
Per questo l’invocazione non suona retorica: God bless America. Ma temo che nemmeno la benedizione divina potrà essere d’aiuto agli americani. E a tutti noi.
Bepi Anziani
