Uno dei passi più belli del Cyrano de Bergerac è quando un cicisbeo tenta di provocare lo spadaccino dicendogli: “Avete un naso… ecco… un naso molto grande”.

E quello, formidabile come umorista anche più che come schermidore, gli fa un brillante elenco delle battute che una canappia come la sua potrebbe ispirare a chi avesse un minimo di spirito e di lettere, e lo surclassa creativamente prima di metterlo in guardia e poi umiliarlo in duello.

Sarà che da prima ancora del primo Woody Allen ammiriamo l’umorismo ebraico in ogni declinazione, o sarà che noi italiani siamo (giustamente) autocritici e autosarcastici come pochi altri, ma la battuta del patibolare ministro Ben-Gvir alla notizia che i Pm romani lo inquisiscono per sequestro e tortura ai danni degli attivisti della Flotilla («Da Paese dello Stivale a Paese delle ciabatte») fa l’effetto deludente e penoso della frecciata a Cyrano.

Disumano come politico, come polemista è una fetecchia. Avrebbe potuto dire ben altro, se avesse un minimo di spirito. Ma non si dia pena: eravamo già offesi.

Dal suo gusto per il sangue. Dal suo razzismo. Da come ha aiutato a trasformare una grande democrazia in un dispositivo di massacro.

Seriamente, dopo tutti quei bambini morti parliamo di ciabatte?

Forse non sarà quella italiana, ma la giustizia arriverà anche per lui. Arriva sempre. In guardia.

Celestino Tabasso

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