Usa e Iran firmano memorandum a distanza: «Hormuz è riaperto»
Trump: «Chi ancora mi attacca è invidioso o stupido». Il suo vice JD Vance: «Partiti i 60 giorni per finalizzare l’intesa»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo settimane di tira e molla, la firma del memorandum d'intesa fra Usa e Iran è arrivata. A distanza: il presidente Usa Donald Trump ha apposto la sigla durante la cena a Versailles, organizzata dal presidente francese, Emmanuel Macron, al termine del G7. Anche del presidente iraniano Masoud Pezeshkian sono state diffuse foto mentre firma il documento.
Il memorandum di 800 parole e 14 punti mira a estendere il cessate il fuoco e a ripristinare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.
Rientrando dal G7, il presidente Usa su Truth ha attaccato i suoi detrattori: «Questi idioti, che pensano che io non sia stato abbastanza duro con l’Iran, proprio mentre la Borsa ha appena raggiunto un massimo storico e i prezzi del petrolio stanno “crollando”, sono o invidiosi, o persone cattive, o stupidi». E festeggia il vicepresidente degli Usa, JD Vance, che durante un briefing alla Casa Bianca annuncia che i 60 giorni utili a finalizzare tutti i punti dell'accordo sono partiti ma, ha aggiunto, «penso che il piano di pace del Presidente in Iran stia già dando frutti concreti per il popolo americano. Ieri sera, 12,5 milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Si tratta del livello più alto dall’inizio del conflitto. I prezzi del petrolio sono scesi quasi al livello precedente allo scoppio del conflitto. Oggi il prezzo della benzina è sceso sotto i 4 dollari al gallone per la prima volta dall’inizio del conflitto e, cosa importante, continuerà a scendere ulteriormente, visto quanto siano bassi i prezzi del petrolio».
Intanto, al netto dell'intesa, secondo Vance il programma nucleare iraniano è già stato «completamente distrutto. La loro capacità di arricchimento, gli impianti che utilizzavano per sviluppare l’arricchimento e potenziali armi nucleari, sono ancora distrutti. Le loro forze armate convenzionali sono ancora distrutte. La loro capacità di minacciare i Paesi vicini è ancora in gran parte inesistente. E ora vedremo se sono disposti a rispettare la fase successiva del piano di pace del Presidente». In caso contrario, la minaccia è sempre alla porta: «Dobbiamo verificare che ogni punto» dell'accordo «venga rispettato dall'Iran» e «naturalmente, come ha detto il Presidente, siamo sempre pronti a devastare tutto come abbiamo già fatto», avverte il segretario Usa alla Guerra, Pete Hegseth.
(Unioneonline)
