Per il 52% degli americani Donald Trump ha attaccato Teheran per distogliere l'attenzione dei media dallo scandalo di Jeffrey Epstein. Lo riporta il Telegraph, citando i dati di un recente sondaggio commissionato da Zeteo — sito web di orientamento progressista — e da altre testate. Negli Usa dunque starebbe crescendo il sospetto che la guerra contro l'Iran sia una distrazione dal caso del finanziere pedofilo. 

A Washington sono perfino comparsi manifesti che ribattezzano l'offensiva contro l'Iran “Operation Epstein Fury”, invece di “Epic Fury”. L'ipotesi, respinta dalla Casa Bianca come «ridicola», circola in realtà anche tra esponenti politici di entrambi i partiti, commentatori e opinionisti. «Avviso pubblico: bombardare un paese dall'altra parte del mondo non farà sparire i dossier su Epstein, così come non lo farà il Dow Jones che supera quota 50.000», ha scritto il repubblicano Thomas Massie, che si è scontrato ripetutamente con Trump in merito alla pubblicazione dei documenti. Graham Platner, un democratico del Maine, la pensa in modo molto simile: «Questa guerra viene fomentata anche perché il presidente figura nei dossier Epstein, così come altre persone alla Casa Bianca, e costoro sono terrorizzati dal fatto che ci siamo accorti di ciò che stanno combinando».

Nel giugno del 2025 Joe Rogan — il podcaster americano che vanta 11 milioni di ascoltatori mensili — espresse pensieri analoghi in seguito agli attacchi sferrati da Trump contro i siti nucleari iraniani: «Basta bombardare l'Iran e tutti dimenticano. Tutti si scordano della faccenda». 

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata