Feriti, malnutriti, maltrattati. Così le loro foto avevano smosso il cuore di numerosi donatori in tutto il mondo, convinti di poter garantire agli animali un futuro migliore. Ma, secondo un’inchiesta della Bbc, dietro le immagini di quei poveri cani si nascondeva un business basato su truffe online e sfruttamento animale. E ora, dopo il blitz della polizia in Uganda, molti degli animali sono stati messi in salvo in centri di accoglienza e affidati alle cure dei veterinari.

Decine di cani tenuti in finti rifugi per animali nella città di Mityana e utilizzati per truffe online sono stati salvati dalle forze dell’ordine e dalle organizzazioni animaliste ugandesi. Un sospettato è stato arrestato, mentre altre due persone sarebbero latitanti. L’operazione è scattata dopo l’inchiesta della Bbc, che aveva smascherato un sistema di truffe sui social: i cani venivano segregati, maltrattati e mostrati in video e fotografie con false ferite o incidenti per convincere gli amanti degli animali a inviare donazioni.

L’arrestato, Owen Godfrey Membe, è accusato anche di «aver ucciso un animale in modo inutilmente crudele», ma si è dichiarato non colpevole ed è stato rinviato in custodia cautelare fino al 27 maggio. Secondo quanto emerso dall’indagine, con la truffa dei cani malati sarebbero state raccolte da diversi creator online centinaia di migliaia di sterline.

(Unioneonline)

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