«L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti. Con la presente autorizzo pienamente l'apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra». È quanto ha scritto nella notte italiana Donald Trump in un post sul suo social Truth. 

Successivamente il presidente Usa ha  apportato un correttivo sui tempi: con l'apertura dello Stretto di Hormuz, «prevista per venerdì, in concomitanza con la firma dell'accordo e per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo». 

E ancora, dopo i social, è arrivata una lunga intervista con il New York Times, durante la quale il tycoon ha minacciato di poter riprendere gli attacchi contro Teheran  qualora l'Iran non raggiungesse un accordo nucleare definitivo con gli Usa –   processo che dovrebbe iniziare venerdì in Svizzera –  o di fare degli Stati Uniti «i custodi del Medio Oriente» in cambio del 20% dei ricavi della regione».

Trump ha aggiunto che l'Iran avrebbe garantito, in ultima analisi, uno Stretto di Hormuz «permanentemente libero da pedaggi», sostenendo di aver salvato Israele dall'annientamento nucleare, malgrado le obiezioni del premier Netanyahu.

La rezione di Teheran

Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele durante la guerra contro la Repubblica islamica, in seguito all'annuncio del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. L'Iran «ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi», ha affermato lo Stato maggiore iraniano in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.

Meloni: con ok del Parlamento sì a invio navi 

«Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d'intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un'occasione di pace che va colta: l'Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo». Lo si legge in una dichiarazione della premier italiana, Giorgia Meloni.

«I principi» del memorandum d'intesa, ha aggiunto la premieri, «sono chiari: l'Iran non può dotarsi dell'arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz».

(Unioneonline/E.Fr.)

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