«Avere la proprietà della Groenlandia è molto importante». Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Times. A chi gli chiedeva perché avesse bisogno di possedere l'isola, il presidente ha risposto: «Credo che sia psicologicamente necessario per il successo. Penso che la proprietà ti dà qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione. La proprietà offre elementi che non si possono avere semplicemente firmando un documento». 

Secondo quanto riportato da fonti informate alla Reuters, Trump avrebbe anche fissato il prezzo per accaparrarsi il favore dei groenlandesi: da 10 a 100 mila dollari ciascuno per convincerli a lasciare la Danimarca e sposare la causa degli Usa.

Acquistare il Paese, corteggiando i suoi 57.000 abitanti, è l'ultima delle ipotesi ventilate dal tycoon, che pochi giorni fa non aveva escluso l'intervento delle forze armate, ipotesi poi ridimensionata dal segretario di stato Marco Rubio che ha parlato di "acquisto".

Ma la Nato, per placare le mire di Trump, sta valutando una missione speciale congiunta nel Paese. Nella riunione settimanale dei 32 ambasciatori dell'Alleanza è emerso che tutti i Paesi auspicano un ruolo più incisivo per l'Alleanza nell'Artico. Diversi membri hanno proposto una nuova missione Nato nella zona. Ciò rafforzerebbe significativamente la difesa dell'Artico. E soprattutto, si tratterebbe di uno sforzo congiunto, che includerebbe anche gli Stati Uniti, l'alleato più importante, e che allevierebbe almeno temporaneamente la tensione più acuta.

(Unioneonline)

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