"Il vecchio ordine mondiale non esiste più". Così, in maniera piuttosto secca e decisa, si è espresso il Cancelliere tedesco Friedrich Merz in occasione del proprio intervento alla Conferenza sulla Sicurezza tenutasi a Monaco, nel contesto della quale ha voluto circoscrivere i termini strettissimi dei mutamenti in atto nel Mondo globalizzato, caratterizzati e determinati, in maniera si potrebbe dire inequivocabile, dal ruolo attualmente marginale dell'Europa e dalla quasi conseguente crisi nei rapporti con gli Stati Uniti.

Secondo il Cancelliere Tedesco, l’Unione Europea dovrebbe impegnarsi a costruire un nuovo partenariato transatlantico per rispondere al pericolo rappresentato dalla Cina, la quale, starebbe, stando sempre all’analisi del Cancelliere, e per quanto sembrerebbe essere stato possibile comprendere, reinterpretando il nuovo ordine mondiale. Ma, alla fine, tradotto in soldoni, cosa vorrebbe lasciare ad intendere il Cancelliere Tedesco? Quale ruolo si vorrebbe ritagliare per una Unione Europea fin troppo frammentata che, di fatto, “difetterebbe” nella sua stessa struttura per mancare di unitarietà politica, non essendo ancora divenuta vera Federazione? Detto diversamente, sarebbe necessario cambiare le “regole” del gioco “interne” all’Unione Europea per gestire le “nuove” ed “inedite” “regole esterne”.

Tanto più allorquando, si potrebbe commentare, i maggiori Player internazionali abbiano, da ultimo, manifestato la tendenza ad indebolire in maniera sempre più imponente le istituzioni multilaterali, invece che rinvenire soluzioni comuni e concordate ai problemi mondiali che si affacciano con prepotenza all’orizzonte. Ed ancor di più allorquando, la tradizionale leadership occidentale, o meglio, forse, ritenuta tale, sia stata fortemente messa in discussione con lo scoppiare del conflitto russo-ucraino che ha lasciato trasparire le intenzionalità collettive, le quali, più che presentarsi come univoche e uni-direzionate, hanno invece rivelato le criticità esistenti nei rapporti trans-nazionali e la complessità dell’articolazione delle alleanze.

Sembrerebbe potersene dedurre che, il “Nuovo Ordine Mondiale” sarà gestito, probabilmente, da quanti, o semplicemente da Chi, si mostrerà abbastanza forte da poter offrire alla Comunità Internazionale un convincente ed efficace e vincolante modello politico alternativo. Potrà farlo l’Unione Europea? Assai difficile dirlo, perché, a ben considerare, il meccanismo trasformativo in atto sembrerebbe correre troppo velocemente per attendere i tempi, finora statici, di una Organizzazione Internazionale (se la si volesse definire tale) che appare rimasta nel tempo ai blocchi di partenza. Trasformarsi, e velocemente, per non soccombere nell’irrilevanza strategica. Questo sarebbe utile fare da parte dell’Unione Europea. Parlare di nuovo Partenariato Trans-Atlantico sembrerebbe apparire, allo stato, prematuro, specie in un momento in cui non si sia ancora avviato il percorso federativo utile al confronto alla pari e tra pari, tenuto conto del fatto, che, a ben considerare, un potenziale nuovo ordine mondiale non può sbocciare in maniera spontanea su vecchie alleanze storicamente datate, e soprattutto andrebbe pilotato e non semplicemente subito.

In altri termini, al giorno di oggi, l’Unione Europea sembrerebbe non poter continuare a fondare il proprio ruolo internazionale sulla esistenza di regole condivise dai soli propri Membri, dovendo necessariamente rapportarsi all’esterno con equilibri, regole e valori assai differenti e non meno pregnanti del proprio.

Giuseppina Di Salvatore

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