Smascherato narcotrafficotra Messico, Usa e Italia
Droga a fiumi, dal sudamerica all'Italia, con guadagni per milioni di euro: la 'ndrangheta era riuscita a rafforzare la la sua leadership nel traffico controllando l'importazione della cocaina fino in Italia grazie ai propri affiliati che dagli Stati Uniti e dal Canada gestivano i rapporti con il cartello del golfo messicano.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un commercio di droga dalle proporzioni notevoli è quanto è stato accertato dall'indagine "Solare" - condotta dai carabinieri del Ros, affiancati in un anno e mezzo di indagini dalle agenzie statunitensi Fbi, Dea e Ice - che ha portato all'arresto di oltre 200 persone (secondo un quotidiano di Atlanta sono 332) e al sequestro di 16 tonnellate di cocaina e di 57 milioni di dollari, in un'operazione condotta tra Usa, Italia, Messico e Guatemala. Nel filone italiano dell'inchiesta sono state 16 le persone fermate, su disposizione della Dda di Reggio Calabria: a New York i fratelli Vincenzo e Giulio Schirripa, Stacey Theresa Minlionica Margolies (compagna di Giulio) e i broker Cristopher Castellano, detto Cris, Javier Guerrero e Ignacio Alberto Diaz. In Calabria, tra Marina di Gioiosa Jonica e Siderno, i coniugi Giulio Schirripa e Teresa Roccisano, la figlia Anna Maria (sorella di Giulio e Vincenzo), Aldo Bombardieri, Luigi Albanese, Maria Teresa Argirò, Pasquale Pugliese, Giuseppe Sansotta. A Siderno fermato pure Pietro Commisso (accusato di estorsione), nella cui abitazione è stato trovato un bunker. A Valdagno (Vicenza) sono scattate le manette per Diego Lamanna. L'inchiesta, ha detto il vice capo del Ros Mario Parente, ha tra l'altro "messo in luce l'importanza del Messico nelle nuove rotte della cocaina colombiana verso l'Europa". Mentre in passato, infatti, erano emersi i contatti tra 'ndrangheta e organizzazioni paramilitari colombiane, come Farc e Auc, la pressione investigativa ha costretto i narcotrafficanti a trovare nuove aree per lo stoccaggio della pasta di coca. E questa opportunità, spiegano gli investigatori, è stata trovata soprattutto in Messico, dove le organizzazioni di trafficanti, e in particolare il "Cartello del Golfo", sono risultate in grado di assicurare il necessario controllo del territorio anche attraverso l'impiego di sanguinari gruppi mercenari, come "Los Zetas". Una formazione ritenuta responsabile di feroci rappresaglie eseguite in Messico nei confronti di magistrati, informatori delle forze dell'ordine, testimoni e poliziotti impegnati in indagini anti droga. Le indagini hanno accertato, anche attraverso un capillare lavoro di intercettazioni telefoniche, come la 'ndrina degli Schirripa, che sembra importasse dai Los Zetas dieci chili di coca al mese, fosse affiliata ad un consorzio di cosce della 'ndrangheta (tra cui Coluccio-Aquino e Macrì) in grado di movimentare enormi carichi di cocaina, anche mille chili.
