Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran si è moltiplicato  in poche ore, passando da 65 morti a oltre 500: lo afferma l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media nternazionali. Alcune vittime sono minorenni.

Il bilancio potrebbe essere molto più alto poiché il blocco di Internet che dura da giorni ostacola le verifiche.

La maggior parte delle persone è stata uccisa da munizioni vere o da colpi di arma da fuoco a pallini, prevalentemente da distanza ravvicinata, sostiene l'ong, secondo cui 37 delle vittime sarebbero membri delle forze armate o di sicurezza, mentre una di loro è un pubblico ministero. Sono invece 2.638 le persone arrestate.

Aumentano intanto le possibilità di un attacco Usa: Israele, riferisce Reuters, è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione. 

Intanto Donald Trump riceverà un briefing martedì sulle opzioni per rispondere alla repressione delle proteste. Lo riferiscono funzionari Usa all Wall Street Journal. L'incontro tra il presidente americano e alti funzionari dell'amministrazione verterà sui prossimi passi da intraprendere, che potrebbero includere cyber attacchi contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime di Teheran ma anche attacchi militari. 

La replica di Teheran era già arrivata per bocca del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf: «Qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi» nella regione, che diventerebbero a quel punto «obiettivi legittimi».

Secondo fonti del Wall Street Journal funzionari dell'amministrazione Usa hanno avuto discussioni "preliminari" su un eventuale attacco contro l'Iran, qualora fosse necessario dare seguito alle minacce del presidente, e sarebbero già stati individuati i possibili obiettivi. Una delle opzioni sarebbe un attacco aereo su larga scala contro diversi obiettivi militari iraniani, ma secondo le fonti non c'è ancora un consenso sulla linea d'azione e non sono stati ancora mobilitati né equipaggiamenti militari né personale.

(Unioneonline)

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