Pentagono: «Attacchi su larga scala contro obiettivi dell'Isis in Siria»
«Rientrano nell'operazione Hawkeye Strike lanciata il 19 dicembre su ordine di Donald Trump»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli Stati Uniti tornano a effettuare attacchi su larga scala contro obiettivi dell'Isis in Siria. L'annuncio arrivo dal Pentagono che sottolinea come i raid facciano parte dell'operazione Hawkeye Strike "lanciata il 19 dicembre 2025, su ordine di Donald Trump".
Oggi, intorno alle 12.30 ora americana, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti, insieme alle forze alleate, hanno condotto attacchi su larga scala contro diversi obiettivi dell'Isis in tutta la Siria.
Lo annuncia il Centcom sui suoi account social sottolineando che i raid fanno parte dell'operazione Hawkeye Strike "lanciata il 19 dicembre 2025, su ordine di Donald Trump".
Ad Aleppo nel frattempo è ancora alta tensione dopo più giorni di scontri tra forze filo-governative e curdi. E per molti civili l'incubo della guerra torna a farsi vivo: 155.000 persone sono state sfollate da quartieri in cui si sono registrate violenze nell'ultima settimana.
Nelle ultime ore, intanto, la tv di Stato siriana ha riportato che combattenti "arresisi" all'esercito controllato da Damasco e sostenuto dalla Turchia "sono stati trasferiti con degli autobus" verso Tabaqa, città del nord-est che si trova in area controllata dai curdi stessi. In precedenza, l'esercito siriano aveva dichiarato di aver completato un "rastrellamento di sicurezza" in un'area in cui le sue forze si erano scontrate con i combattenti curdi, una circostanza negata da questi ultimi.
Gli sviluppi di questa fase particolarmente delicata nella seconda città della Siria, uno dei principali teatri anche del devastante conflitto che sconvolse il Paese a partire dal 2011, restano dunque ancora incerti. "Invitiamo tutte le parti a esercitare la massima moderazione, cessare immediatamente le ostilità e tornare al dialogo", è l'appello lanciato da Tom Barrack, inviato speciale dell'amministrazione Usa di Donald Trump.
Secondo dati di venerdì dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, gli scontri dell'ultima settimana hanno già provocato almeno 25 morti, tra cui donne e bambini, e un centinaio di feriti.
«Le violenze rischiano di minare i progressi ottenuti dopo la caduta del regime di Assad», è l'avvertimento arrivato da Barrack, che si dice "preoccupato" per la situazione. e anche l’Ue, in una nota diffusa dal Servizio d'azione esterna, chiede «la fine delle ostilità ad Aleppo e nelle aree circostanti».
(Unioneonline)
