Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, ha lanciato questa mattina un appello diretto alla popolazione iraniana invitando a uno sciopero generale e a una mobilitazione di massa nelle piazze del Paese.

Il messaggio è stato diffuso attraverso un videomessaggio online, rilanciato dalla televisione pubblica israeliana Kan.

Nel suo intervento, Pahlavi ha esortato i cittadini a concentrare la protesta e a colpire i canali economici del Paese: «Solo così sarà possibile rovesciare la Repubblica Islamica», ha detto.

«Sono certo che, rendendo la nostra presenza in piazza più concentrata e interrompendo i canali finanziari, rovesceremo completamente la Repubblica Islamica e il suo logoro e fragile meccanismo di repressione», ha affermato.

L’appello è rivolto in particolare ai lavoratori dei settori strategici dell’economia iraniana. «Invito i lavoratori e gli impiegati dei settori chiave, in particolare trasporti, petrolio, gas ed energia, ad avviare uno sciopero a livello nazionale», ha dichiarato, chiedendo inoltre di scendere in piazza già da oggi e domani a partire dalle 18, con bandiere e simboli nazionali, e di occupare gli spazi pubblici.

Secondo Pahlavi, la fase della semplice protesta è superata: «Il nostro obiettivo non è più solo scendere in piazza, ma prepararci a occupare e difendere i centri cittadini». L’ex principe ereditario ha invitato i manifestanti a prepararsi a una mobilitazione prolungata, facendo scorte di provviste per restare in strada a lungo.

Nel videomessaggio non è mancato un appello alle forze di sicurezza e ai giovani iraniani. «Rallentate e disgregate ancora di più la macchina dell’oppressione, così che nel giorno promesso potremo disattivarla completamente», ha detto, rivolgendosi anche a chi, all’interno dell’apparato statale e militare, avrebbe già scelto di schierarsi con il movimento di protesta.

Pahlavi ha infine ribadito la propria disponibilità a rientrare in Iran, legando il suo ritorno a una possibile svolta politica. «Mi preparo a tornare in patria e a essere con voi quando la nostra rivoluzione nazionale trionferà. Credo che quel giorno sia molto vicino», ha concluso.

(Unioneonline/Fr.Me.)

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