Narcotraffico, la Corte suprema del Brasile blocca l’estradizione del sardo Cadeddu
Condannato a 14 anni, resta per ora in Sudamerica: «Mancano garanzie e documentazione»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il giudice della Corte suprema brasiliana Gilmar Mendes ha disposto la sospensione immediata dell'estradizione in Italia di Marco Cadeddu, condannato in via definitiva a 14 anni e sei mesi di carcere per associazione per delinquere, traffico di droga, ricettazione e riciclaggio.
La decisione - riporta Carta Capital - è stata adottata a poche ore dall'imbarco previsto dall'aeroporto internazionale di San Paolo.
Cadeddu, ritenuto membro di un'organizzazione criminale attiva nella distribuzione di stupefacenti in Sardegna, era stato arrestato in Brasile nel giugno 2024 durante un'operazione della Polizia federale con il supporto dell'Interpol.
L'estradizione era imminente quando la difesa ha presentato un ricorso d'urgenza, sostenendo che la consegna all'Italia stesse avvenendo senza la verifica del rispetto delle condizioni fissate in precedenza dalla stessa Corte suprema.
Secondo quanto chiarito dal giudice, non esiste un divieto assoluto all'estradizione in presenza di procedimenti ancora pendenti in Brasile. Tuttavia, nel caso specifico, il magistrato ha rilevato l'assenza negli atti della documentazione necessaria a dimostrare che l'Italia abbia formalmente assunto gli impegni richiesti dalla legge brasiliana sulla migrazione, né che siano state concluse eventuali indagini o procedure ancora in corso sul territorio nazionale.
Oltre alla sospensione dell'estradizione, il giudice ha ordinato la comunicazione immediata del provvedimento al ministero della Giustizia, al ministero degli Esteri e alla Polizia federale.
La Corte esaminerà nuovamente la situazione dopo le comunicazioni delle autorità competenti o l'acquisizione di nuovi elementi.
Cadeddu, 45enne di Selargius, dieci anni fa era finito in carcere a Uta perché ritenuto a capo, insieme a un complice, di una banda capace di importare in città e nell’hinterland di Cagliari più di 300 chili di droga all’anno per un giro d’affari da 10 milioni di euro. Poi, aspettando che la condanna diventasse definitiva, da libero si era trasferito in Brasile nel 2020, sposandosi e avviando un’attività da amministratore di aziende.
(Unioneonline)
