Il quinto inverno di guerra sta per piombare sull'Ucraina e Volodymyr Zelensky è arrivato all'Assemblea Generale dell'Onu. L'obiettivo è ottenere nuovi sistemi di difesa contro gli attacchi missilistici della Russia e assistenza energetica in vista delle rigide temperature che presto stringeranno il suo Paese in una morsa. Alla vigilia del suo intervento al Palazzo di Vetro, durante il quale rivolgerà un appello a continuare a fare pressione «sull'aggressore russo» per porre fine al conflitto, il leader di Kiev ha avuto i suoi bilaterali più importanti, prima con Emmanuel Macron e poi con il padrone di casa, Donald Trump.

«Continuiamo a lavorare sulla possibilità di produrre in Ucraina alcuni sistemi di difesa aerea e i relativi missili, così come sul programma antibalistico Freja, che abbiamo sviluppato congiuntamente con i nostri partner. Prevediamo di ottenere i primi risultati quest'anno. Ci stiamo impegnando al massimo per rafforzare la protezione del nostro popolo», ha riferito Zelensky su Telegram dopo il suo colloquio con il capo dell'Eliseo. Per Trump la guerra in Ucraina sta diventando l'ennesima spina del fianco della sua seconda presidenza, un conflitto che avrebbe voluto risolvere in quattro e quattro otto e che invece continua a prolungarsi.

«La pace tra Russia e Ucraina si farà prima di quanto si pensi. Non ne possono più», ha dichiarato nel suo intervento all'Onu prima del faccia a faccia con il presidente ucraino. «Putin deve mettere fine» al conflitto, aveva detto al suo arrivo al Palazzo di Vetro il presidente americano. Il clima del colloquio tra il tycoon e Zelensky è apparso disteso. Trump si è detto convinto che «si troverà una soluzione» e il leader ucraino ha ringraziato Washington per il continuo sostegno. «Abbiamo un rapporto molto stretto, gli ucraini sono grandi combattenti e hanno una grande leadership», ha affermato il presidente americano con toni ben lontani dal famigerato strappo nello Studio Ovale. Da Mosca, invece, è giunto il messaggio sprezzante del Cremlino: le recenti dichiarazioni del presidente ucraino Volodimyr Zelensky sul cessate il fuoco «si spiegano con il peggioramento della situazione, sia sul fronte che sul piano economico», ha affermato il portavoce Dmitry Peskov.

Nel frattempo, il presidente lituano Gitanas Nauseda ha annunciato su X che un nuovo contingente di truppe americane è in viaggio per la Lituania. «Siamo grati al presidente Donald Trump e all'amministrazione statunitense per questa decisione», ha detto. «L'impegno dei nostri alleati - a sostenerci invia un messaggio chiaro: la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del suo territorio». Il numero esatto di militari nella nuova rotazione «non è ancora stato confermato, ma non sarà inferiore a quello precedente», considerando che dal 2019 in Lituania sono di stanza a rotazione fino a 1.000 soldati Usa. Il dispiegamento di nuove forze arriva in un contesto di grande incertezza sulla presenza militare americana nella regione e di crescenti preoccupazioni degli alleati sul fianco est della Nato che una revisione delle strategie militari sta portando il Pentagono al ritiro di alcune truppe nonostante la crescente minaccia russa. «La presenza militare statunitense in Lituania», ha sottolineato ancora il presidente Nauseda «è parte integrante della nostra deterrenza e difesa collettiva, e l'impegno dei nostri alleati a sostenerci invia un messaggio chiaro».

(Unioneonline)

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