Midterm, l’America si tinge di blu: i Democratici conquistano Camera e Senato. Trump: «Con il mio nome sulla scheda avrei vinto a valanga»
Il voto di metà mandato ridisegna gli equilibri di Washington. L'opposizione strappa il Texas e storiche roccaforti repubblicane anche tra i governatori. Il presidente torna “Mr Veto”, ma si dice «pronto ad accettare i risultati»Una pesante battuta d'arresto per Donald Trump e una vittoria che va ben oltre le aspettative per i Democratici. Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti consegnano all'opposizione il controllo di entrambe le Camere del Congresso, aprendo una nuova fase nei rapporti tra la Casa Bianca e il Parlamento. Uno “tsunami blu” che consente ai dem di espugnare Stati roccaforte dei repubblicani come il Texas e il Kansas. E rende Trump un'anatra zoppa, legandogli le mani per i prossimi due anni.
Prese le roccaforti in Senato
I Democratici riescono a imporsi in territori che appena due anni fa avevano sostenuto Trump con ampi margini: almeno sei i seggi conquistati in Senato, mai così tanti dal 2008 (quando furono otto). In Texas il successo porta il nome di James Talarico, 37 anni, ex seminarista, che ha battuto il procuratore generale repubblicano Ken Paxton. Una vittoria storica: i Democratici non riuscivano a conquistare un'elezione statale dal 1994. Nel 2024 Trump aveva ottenuto proprio in questo Stato un vantaggio di 14 punti. In South Carolina la pediatra Annie Andrews ha sconfitto Darline Graham, candidata repubblicana e sorella del senatore Lindsey Graham, scomparso a luglio. Andrews diventa così la prima donna eletta al Senato federale in rappresentanza dello Stato. Successi blu anche in North Carolina, con l'ex governatore Roy Cooper, in Ohio, dove Sherrod Brown torna al Senato, e in Kansas, con il reverendo Adam Hamilton, primo democratico a conquistare il seggio dal 1932. In Maine Troy Jackson ha battuto la veterana repubblicana Susan Collins.
Quanto alle posizioni considerate a rischio, prese anche quelle: Jon Ossoff viene rieletto in Georgia, mentre in New Hampshire Chris Pappas supera il repubblicano John Sununu. La Florida rimane invece in mano ai repubblicani: Ashley Moody ha battuto la democratica Angie Nixon.
Seggi blu alla Camera
Nella Camera dei Rappresentanti i Democratici, ai quali bastava conquistare tre seggi per ottenere la maggioranza, ne strappano almeno undici ai repubblicani. Tra gli sconfitti Tom Kean in New Jersey e tre parlamentari della Pennsylvania: Ryan Mackenzie, Scott Perry e Rob Bresnahan. Il leader democratico Hakeem Jeffries si prepara così a diventare il primo speaker afroamericano della Camera.
I nuovi governatori
Segnali importanti anche dalle elezioni per i governatori. In Georgia Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta, diventa la prima donna afroamericana a guidare lo Stato. In Ohio la dottoressa Amy Acton sconfigge il miliardario Vivek Ramaswamy, riportando i Democratici alla guida dopo vent'anni. Clamoroso in Texas: Gina Hinojosa batte il governatore uscente Greg Abbott e diventa la prima donna latina a ricoprire l'incarico. Il liberal Xavier Becerra prenderà invece il posto di Gavin Newsom alla guida della California.
La reazione di Trump
E Trump, che appena due giorni fa aveva avvertito che in caso di sconfitta sarebbe diventato "Mr. Veto"? Mentre lo spoglio che seguiva dalla East Room della Casa Bianca con i suoi fedelissimi era in corso, ma già si capiva che sarebbe stata una serata nera per i repubblicani, ha espresso la sua frustrazione sui social: «Se il mio nome fosse stato sulla scheda avrei vinto a valanga». Poi ha ammorbidito i toni. In un'intervista alla Cbs si è congratulato con i Democratici dicendosi «pronto ad accettare i risultati»: «Non vedo l'ora di lavorare insieme per il bene del nostro Paese, mi hanno già chiamato e vogliono collaborare con me». Su Truth ha attribuito a Fox News parte della responsabilità della sconfitta, accusando l'emittente di aver dato troppo spazio agli avversari politici. Toni concilianti a Politico: «Non intendo passare due anni a mettere il veto su tutto». Salvo poi postare su Truth la foto di un cappellino rosso stile Maga ma con sopra la scritta “Veto”.
I sondaggi e la crisi economica
È il malcontento per la situazione economica ad averlo punito: secondo i dati dell'Ap Voter Poll, circa sei americani su dieci attribuiscono alle politiche dell'amministrazione in carica la responsabilità dell'aumento dei prezzi, mentre sette su dieci ritengono necessario rafforzare il ruolo di controllo del Congresso sull'operato del presidente. Un segnale di insoddisfazione che si accompagna a una partecipazione particolarmente significativa: 59,7 milioni di cittadini avevano già espresso il proprio voto prima della giornata elettorale.
La nuova maggioranza adesso cambia radicalmente lo scenario politico americano. Con entrambe le Camere sotto il controllo democratico, il presidente dovrà confrontarsi con un Congresso in grado di ostacolare la sua agenda, avviare indagini sull'amministrazione e incidere sulle principali scelte legislative. Una prospettiva che rende particolarmente complicata la seconda parte del mandato.
(Unioneonline/D)
