Meloni rilancia l'asse Mediterraneo-Golfo: «Hormuz riapra senza pedaggi»
Il fronte con Malta, Cipro e Grecia sui migrantiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le telefonate con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Poi quella al sindaco di Modena.I l tweet per ringraziare i "coraggiosi" che hanno fermato l'autore di quella che poteva essere una strage, e poi la decisione di andare a Modena a fare visita ai feriti insieme a Mattarella, annullando la visita a Cipro.
Così le ultime ore di Giorgia Meloni dopo l'Europe Gulf Forum, aggiungendo il tema sicurezza alla già lunga lista di sue preoccupazioni per la crisi in Iran e nello Stretto di Hormuz, ossia il focus dei confronti nel summit a porte chiuse nel resort di lusso a Navarino, nel Peloponneso.
Questo è "il tempo della policrisi" e serve una "cooperazione" strategica fra Mediterraneo e Golfo, l'esortazione ieri di Meloni alla platea, una trentina tra leader politici e vertici delle istituzioni finanziarie delle due aree, dal vicepremier britannico David Lammy al presidente finlandese Alexander Stubb, da Christine Lagarde, presidente della Bce, a Kristalina Georgieva, direttrice esecutiva del Fmi, passando per i capi di governo dei Paesi del Golfo e Tony Blair. Tutti accomunati dalla necessità di uscire da una crisi che, per ragioni diverse, ha gravi impatti economici su ogni parte del mondo.
Mentre Teheran annuncia colloqui con Paesi europei sul transito delle navi attraverso lo Hormuz, Meloni ha tenuto uno degli interventi introduttivi, assieme al presidente di Antenna Group Theodore Kyriakou (editore di Repubblica e co-presidente del Forum con Fred Kempe, che guida il think tank statunitense Atlantic Council) e a Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, primo ministro del Qatar. Se ci sono colloqui in corso su Hormuz, Roma non è coinvolta, si spiega in ambienti governativi. Si guarda all'evoluzione dei negoziati tra americani, pakistani, israeliani e pasdaran. L'Iran non deve potersi dotare dell'arma nucleare e la riapertura dello Stretto «senza pedaggi o restrizioni discriminatorie» è il «primo pilastro» per una «soluzione sostenibile», chiarisce Meloni. E L'Italia è pronta a contribuire, «non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione, nel solco» delle missioni Aspides e Atalanta nel Mar Rosso e nell'Oceano Indiano.
Il summit ha offerto a Meloni anche l'occasione per un bilaterale con il primo ministro del Kuwait, Sheikh Ahmad Al-Abdullah Al-Sabah: gli ha espresso solidarietà «per gli ingiustificati attacchi iraniani» e ha promesso di recarsi in visita nei prossimi mesi nell'unico Paese del Golfo dove ancora non è stata.
La premier inoltre porta avanti l'azione congiunta con il primo ministro di Malta Robert Abela (in collegamento), quello greco Kyriakos Mitsotakis e il presidente di Cipro Nikos Christodoulidis «sulle iniziative congiunte volte a prevenire che l'attuale situazione in Medio Oriente porti a una crisi migratoria simile a quella vissuta nel 2015». Il 17 giugno i ministri dell'Interno dei quattro Paesi si incontreranno a Roma.
E intanto i leader siglano una dichiarazione congiunta indicando le priorità e plaudendo alla Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, in occasione della 135a sessione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.
(Unioneonline)
