Non si fermano i bombardamenti nel Golfo Persico. Israele ha colpito alcuni siti di produzione militare a Isfahan e l’area attorno alla centrale di Bushehr. Intanto i missili iraniani hanno bucato l'Iron Dome nel cuore di Tel Aviv e l'esercito israeliano ha risposto con bombardamenti anche su Teheran.
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di "tradimento" a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad. La presunta trattativa per chiudere la guerra del Golfo non porta alla de-escalation. Il presidente Trump, al minimo storico nei sondaggi, continua a cantare vittoria, sostenendo che tra Usa e Repubblica islamica sono in corso trattative per porre fine al conflitto. «Non mi piace dirlo ma abbiamo vinto», ha aggiunto. «E chi sostiene il contrario fa parte delle fake news». (LA GUERRA, TUTTE LE NOTIZIE)
 I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania. Vittime in Libano per attacchi israeliani nella notte.

Teheran ha poi comunicato che le navi «non ostili» possono transitare nello stretto di Hormuz, purché coordinate dalle autorità iraniane e pagando un pedaggio che ammonta a due milioni di dollari.

Le notizie di mercoledì 25 marzo 2026:

Ore 10.50 – Iran ribadisce: «Hormuz chiuso a Usa, Israele e a chi li assiste»

"Alle navi appartenenti agli Stati Uniti, a Israele e ad altri Paesi che in qualsiasi modo partecipano all'attacco contro l'Iran o lo assistono non è consentito il transito attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ismail Baghaei. "Le navi appartenenti ad altri Paesi che non hanno alcun legame con questo attacco contro l'Iran possono invece transitare", ha aggiunto il funzionario, riferisce Isna. Da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran, Teheran ha fortemente limitato il passaggio nello Stretto di Hormuz, il canale da cui passa circa un quinto delle esportazioni di petrolio a livello mondiale, e secondo siti di geolocalizzazione che monitorano lo Stretto il blocco interessa circa il 95% di quello che era il traffico in condizioni normali, prima che esplodesse il conflitto. 

Ore 10.20 – Ambasciatore Iran: «Non ci sono stati ancora negoziati tra Usa e Iran»

L'ambasciatore dell'Iran in Pakistan afferma che non ci siano stati finora colloqui tra Washington e Teheran. Il presidente statunitense Donald Trump aveva parlato di incerti progressi negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. "Abbiamo appreso questi dettagli anche attraverso i media, ma secondo le mie informazioni - e contrariamente a quanto dichiarato da Trump - finora non si ci sono stati negoziati, né diretti né indiretti, tra i due Paesi", ha affermato l'ambasciatore Reza Amiri Moghadam. 

Ore 08.50 – Iran, Baghaei: «Nessun colloquio in corso con Usa, ci hanno già traditi» 

«Guardate i fatti. L'Iran è costantemente sotto bombardamento e lancio di missili da parte di Stati Uniti e Israele. Quindi la loro pretesa di diplomazia e mediazione non è credibile. Perché sono stati loro a iniziare questa guerra e continuano ad attaccare l'Iran. Quindi, qualcuno può davvero credere che la loro affermazione di mediazione sia credibile?», ha affermato. «Quindi, questo tipo di colloqui sono in corso tra l'Iran e i suoi vicini e altri paesi amici. Comprendiamo che i paesi della regione, i paesi limitrofi, siano preoccupati per le conseguenze e che tutti stiano cercando in qualche modo di contribuire a riportare la situazione alla calma», ha affermato.

Ore 08.36 – Axios: «Iraniani sospettosi, temono un nuovo bluff di Trump»

Funzionari iraniani avrebbero detto ai Paesi che cercano di mediare i colloqui di pace con gli Stati Uniti di essere stati ingannati due volte dal presidente Trump e di «non voler essere ingannati di nuovo». E' quanto scrive Axios, citando una fonte a conoscenza diretta di tali discussioni. Gli Usa, scrive la testata, premono per colloqui di pace in presenza già giovedì a Islamabad, in Pakistan. Ma durante i due precedenti round di colloqui Trump ha dato il via libera ad attacchi a sorpresa devastanti, pur continuando a dichiarare di voler raggiungere un accordo. Dunque, funzionari iraniani avrebbero riferito ai mediatori - Pakistan, Egitto e Turchia - che i movimenti militari statunitensi e la decisione di Trump di inviare ingenti rinforzi hanno accresciuto i loro sospetti che la sua proposta di colloqui di pace sia solo uno stratagemma. Per l'amministrazione Trump, invece, ciò sarebbe un segno della sua serietà nel negoziare, non di una sua malafede. «Trump ha una mano aperta per un accordo e l'altra è un pugno, pronto a colpirti in faccia», ha dichiarato un consigliere di Trump. Secondo Axios, Trump sta cercando contemporaneamente di sviluppare opzioni sia per la diplomazia che per l'escalation militare, al fine di poter decidere in base agli sviluppi, affermano funzionari statunitensi e israeliani. Questi funzionari affermano che sono previste altre due o tre settimane di guerra, anche se dovessero avere luogo dei colloqui. Il comando dell'82ª divisione aviotrasportata ha ricevuto l'ordine di schierarsi in Medio Oriente con una brigata di fanteria composta da diverse migliaia di soldati. Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che un'operazione di terra è un'opzione, ma ha sottolineato che Trump non ha ancora preso una decisione.

Ore 04.46 – Iran, lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (Irib). Secondo l'emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un'altra in Bahrein e un'altra ancora in Giordania, utilizzando "missili e droni".

Ore 03.17 – Il Kuwait risponde agli attacchi con missili e droni

L'esercito kuwaitiano ha annunciato di stare «rispondendo alle minacce ostili provenienti da missili e droni» e ha esortato la popolazione a seguire le istruzioni relative alla sicurezza fornite dalle autorità. Lo riferisce l'edizione online di Al Jazeera. In una dichiarazione pubblicata su X, l'esercito ha inoltre precisato che eventuali esplosioni udite sono il risultato di intercettazioni. L'annuncio è arrivato dopo che la Guardia Nazionale kuwaitiana ha dichiarato di aver abbattuto cinque droni nelle sue "aree di competenza". In precedenza, un altro attacco con droni aveva causato l'incendio di un deposito di carburante all'aeroporto internazionale del Kuwait.

(Unioneonline/v.f.)

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