Si accendono le tensioni in Francia dopo la morte di un giovane militante di estrema destra a Lione, Quentin Deranque, 23 anni, rimasto ucciso a seguito di una violenta aggressione da parte di un gruppo di “Antifa” a margine di una conferenza dell'eurodeputata de La France Insoumise (il partito di estrema sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon) Rima Hassan a Sciences Po Lyon.
Il giovane era stato trasportato in ospedale in condizioni critiche giovedì sera ed è morto ieri. Secondo il collettivo Némésis, vicino all'estrema destra, Quentin faceva parte della sicurezza incaricata di proteggere i suoi attivisti che manifestavano contro la conferenza di Rima Hassan. La procura della città ha dichiarato che è in corso un'inchiesta per omicidio colposo aggravato e aggressione aggravata. L'avvocato della famiglia, Fabien Rajon, ha denunciato l'aggressione come un «crimine» e «un'imboscata metodicamente preparata».

La portavoce del governo francese, Maud Bregeon, denuncia la «responsabilità morale» de La France Insoumise, nel «clima di violenza» nel dibattito politico. «La France Insoumise incoraggia ormai da anni un clima di violenza. Lfi ha legami confermati se non riconosciuti con gruppi di ultasinistra estremamente violenti», ha deplorato ai microfoni di Bfmtv/Rmc, aggiungendo: «C'è dunque, rispetto al clima clima politico, al clima di violenza, una responsabilità morale de La France Insoumise». 

La presidente dell'Assemblea Nazionale francese, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione del «diritto d'accesso» in Parlamento di Jacques-Elie Favrot, l'assistente parlamentare del deputato de La France Insoumise Raphael Arnault, il cui nome viene «citato da diversi testimoni» nell'aggressione mortale. «La sua presenza tra le mura dell'Assemblea potrebbe causare turbative dell'ordine pubblico», si legge in una nota diffusa dalla presidenza della camera bassa francese. Braun-Pivet «ha dunque deciso di sospendere, a titolo preventivo e senza pregiudizio alcuno sul seguito dell'inchiesta giudiziaria, i diritti d'accesso di quest'ultimo», si precisa nella nota.

Diversi candidati alle elezioni comunali previste tra appena un mese intanto hanno espresso il loro dolore per la notizia della morte del giovane, e alcuni hanno annunciato la sospensione delle loro campagne. «Non riesco a immaginarmi in campagna elettorale in queste circostanze. Esorto tutti a prendersi il tempo di comprendere la gravità del momento che stiamo vivendo insieme», ha dichiarato Alexandre Dupalais, candidato dell'Udr-Rn, su France 3. L'ex presidente dell'Ol Jean-Michel Aulas, candidato di destra e centrista, e la candidata di Lfi Anaïs Belouassa-Cherifi, hanno fatto lo stesso, annunciando la sospensione delle loro campagne per domenica.

«La morte di Quentin mi lascia senza parole - ha commentato Aulas sabato su X – Nulla giustifica l'uccisione o la morte per le proprie convinzioni. Nulla giustifica un disaccordo politico che porta alla violenza», ha continuato. Senza menzionare la sospensione della sua campagna, il sindaco verde uscente, Grégory Doucet, anch'egli candidato alla rielezione, ha deplorato «una tragedia» e ha sottolineato che «una tale esplosione di violenza nel cuore della città è inaccettabile». «La città di Lione metterà tutte le sue risorse a disposizione della giustizia per arrestare gli individui coinvolti», ha aggiunto in una dichiarazione.

(Unioneonline/D)

© Riproduzione riservata