Libano, missione Unifil sempre più a rischio: uccisi altri due caschi blu, tre vittime in poche ore
Un veicolo della missione coinvolto in un’esplosione. Si registrano anche due feriti tra i peacekeepers, uno è in gravi condizioni. Cresce la paura per la Brigata Sassari(Ansa)
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Situazione sempre più incandescente in Libano, e sempre più pericolosa per il contingente Unifil.
Altri due caschi blu dell’Onu sono morti oggi e due sono rimasti feriti, uno dei quali in maniera grave. Si tratterebbe di soldati indonesiani, in forza al contingente di stanza nel Paese. Sale così a tre il numero delle vittime nell’arco di poche ore, dato che evidenzia come siano sempre più in pericolo i militari che operano nella missione di pace delle Nazioni Unite. L’incidente è avvenuto nella zona sud est del Paese, a Bani Hayyan, a una quarantina di chilometri da Shama, dove opera la Brigata Sassari. Unifil ha avviato un’inchiesta per chiarire l’origine del bombardamento che ha centrato in pieno un veicolo dei peacekeepers.
«Due caschi blu dell'UNIFIL sono rimasti tragicamente uccisi oggi nel sud del Libano, quando un'esplosione di origine sconosciuta ha distrutto il loro veicolo vicino a Bani Hayyan. Altri due caschi blu sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Si tratta del secondo incidente mortale nelle ultime 24 ore», si legge in una nota diffusa da Unifil. «Ribadiamo – viene aggiunto – che nessuno dovrebbe mai morire al servizio della causa della pace». Alle famiglie delle vittime vengono espresse «sincere condoglianze» e ai feriti «auguri di pronta guarigione». Poi la presa di posizione: «Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono configurarsi come crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è troppo alto. La violenza, come abbiamo già detto, deve finire».
Il contingente, di cui fa parte anche la Brigata Sassari, è costretto ad operare in mezzo al fuoco incrociato tra Hezbollah e Idf, che ha avviato un’operazione di terra per ampliare la cosiddetta “zona cuscinetto”. Nei giorni scorsi era rimasto ferito anche un sassarino.
IL MONITO DELLA UE
L’Unione europea invita Tel Aviv ad «interrompere» le operazioni militari in Libano. «Abbiamo già espresso con chiarezza la nostra posizione, abbiamo esortato e continuiamo a esortare Israele a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano, invitando tutte le parti ad attuare i termini dell’accordo di cessate il fuoco del 27 novembre 2024 e la piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, oltre ad astenersi da qualsiasi azione che provochi ulteriori sfollamenti, poiché, ribadisco, la situazione sul campo, anche dal punto di vista umanitario, è grave», ha detto un portavoce della Commissione
(Unioneonline/L)
