Libano, aumentano i rischi per Unifil e Brigata Sassari. Crosetto: «Rientro? Valuteremo con l’Onu»
La coalizione internazionale, con i Dimonios al comando del Settore Ovest, nel mezzo degli scontri Israele-Hezbollah. Il ministro della Difesa: «Una cosa è una missione di pace, altra è la presenza in un territorio di guerra»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Lì ci sono 1.300 persone, è in atto una valutazione costante per monitorare con l’autorità libanese, le Nazioni Unite e la controparte israeliana se esistono le condizioni per continuare la missione o no». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, a proposito dei militari italiani di stanza in Libano con la missione Unifil, con la Brigata Sassari al comando del “Settore Ovest”.
La coalizione, con l’esplosione del nuovo conflitto in Medioriente tra Usa-Israele e Iran-Hezbollah libanesi, si trova nel mezzo di una vera e propria escalation di rischio e per questo si starebbe anche valutando il rientro. «Dovremmo saperne di più a ore – ha spiegato Crosetto al Corriere della Sera – perché il segretario generale dell’Onu ora è a Beirut e perché è chiaro che una cosa è una missione di pace, altra è la presenza in un territorio dove la guerra è in corso».
«Il lavoro che, storicamente, abbiamo sempre svolto in Libano – ha aggiunto il ministro - è importante per la stabilità di quel Paese. Ma valuteremo il tutto avendo come priorità l’incolumità dei nostri soldati».
(Unioneonline/l.f.)
