Israele è tornato a colpire il sud del Libano nel pieno dei colloqui tra Beirut e Tel Aviv in corso a Roma con la mediazione degli Stati Uniti. E proprio «gli eventi sul terreno» hanno portato a una brusca sospensione anticipata della sessione dei negoziati nel primo pomeriggio di ieri. Secondo una fonte del Dipartimento di Stato americano citata da Axios, tuttavia, le discussioni «estremamente produttive» riprenderanno comunque questa mattina, come previsto. Uno strappo, dunque, ma non una vera rottura nei colloqui, ospitati ancora una volta dall'Italia dopo il primo round di luglio.

Nel corso della giornata il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sentito i negoziatori israeliani e libanesi, i mediatori americani e anche l'omologo iraniano Abbas Araghchi. Quest'ultimo, oltre a discutere dello Stretto di Hormuz, gli ha anticipato alcune delle proposte diplomatiche che Teheran intende avanzare sul dossier libanese, ha fatto sapere la Farnesina. Dal canto suo, Tajani ha sottolineato che «il ruolo dell'Iran è cruciale per fermare le azioni militari di Hezbollah» contro Israele e ha ribadito che «l'Italia continuerà a fare la propria parte per favorire il dialogo e la stabilità» nella regione.

Proprio una presunta «violazione dell'accordo di cessate il fuoco» da parte di Hezbollah ha fatto scattare la risposta israeliana nel sud del Paese dei Cedri, preceduta da un ordine di evacuazione dell'Idf rivolto alla popolazione del villaggio di Mansouri, emanato per la prima volta dopo diverse settimane. In precedenza, i media libanesi avevano riferito anche di un potente bombardamento nella zona di Nabatieh. Secondo l'agenzia di stampa Ani, una persona è morta e undici sono rimaste ferite in un raid israeliano che ha centrato «il tetto di una sala di preghiera nel cimitero» di Tebnine.

Sarebbe stata proprio questa escalation, stando alla fonte americana citata da Axios, a provocare l'interruzione dei colloqui di Roma. Secondo una fonte israeliana citata dal Times of Israel, invece, sarebbe stato l'ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, a chiedere ai mediatori americani di sospendere le discussioni dopo aver accusato la delegazione libanese di aver «ripetutamente diffuso false informazioni ai media libanesi».

Entrambe le fonti hanno comunque assicurato che i colloqui riprenderanno regolarmente questa mattina. Prima dell'imprevisto stop, fonti libanesi citate da Al Arabiya avevano parlato di «progressi in tutti i percorsi di negoziazione con Israele», compreso «il dossier sui confini», aggiungendo che Beirut «ha chiesto il rinnovo e il rafforzamento della tregua per 8 settimane o 60 giorni».

Anche secondo Axios i team tecnici hanno compiuto progressi sull'attuazione del «Quadro Trilaterale», l'accordo raggiunto a giugno a Washington che comprende, tra gli altri punti, il disarmo di Hezbollah, il ritiro dell'Idf dal sud del Libano e il dispiegamento delle forze armate di Beirut per il pieno ripristino della sovranità dello Stato su tutto il territorio nazionale.

(Unioneonline)

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