Martedì 3 novembre l'America va al voto per le midterm, le elezioni in cui si rinnova gran parte del Congresso (l'intera Camera e un terzo del Senato) e che si svolgono ogni quattro anni a metà del mandato presidenziale.

Per Donald Trump è l'ultimo giro di boa: avendo già ricoperto due mandati, il tycoon non potrà correre per il 2028 e le midterm sono il suo ultimo test elettorale.

Il suo nome non figura sulla scheda, ma Trump ha reso il voto un referendum su se stesso: «Votate come se fossi sulla scheda, perché quando ci sono io andiamo bene», ripete da mesi.

IL RINNOVO DELLA CAMERA. Tutti i 435 distretti vanno al voto, che qui riflette più la volontà popolare, con ogni Stato che elegge un numero di deputati proporzionale alla propria popolazione (in testa c'è la California, con 53 deputati eletti). 218 è il numero magico della maggioranza. Al momento i repubblicani controllano 220 seggi e i democratici 215.

IL VOTO AL SENATO. Qui invece si rinnovano 35 dei 100 seggi, e ogni Stato elegge due senatori. La maggioranza al Senato è di 51 seggi. Attualmente ce l'hanno i conservatori con 53 seggi, contro i 47 dei democratici.

IL NUOVO CONGRESSO. Sarà il 120esimo della storia Usa e si insedierà nel gennaio 2027.

LA MALEDIZIONE DI METÀ MANDATO - Le midterm solitamente penalizzano il presidente in carica. Nella storia moderna solo in tre occasioni il partito del presidente in carica è riuscito a sfatare la maledizione: nel 1934 Franklin Delano Roosevelt, nel 1998 Bill Clinton e nel 2002 George W. Bush.

GLI OSSERVATORI. Trump ne vuole inviare 1.000 ai seggi per controllare le operazioni di voto, in quella che è già stata definita "la più grande operazione di monitoraggio elettorale nella storia del Dipartimento di Giustizia americano".

LE ELEZIONI LOCALI. Nell'election day del 3 novembre gli americani di 36 Stati Usa sono chiamati ad eleggere anche il loro governatore. Fra le corse più importanti, quella per la successione di Gavin Newsom alla guida della California, e quella per il Texas fra il repubblicano Greg Abbott e la democratica Gina Hinojosa.

I REFERENDUM. Gli elettori di 40 Stati sono chiamati a votare anche su un totale di 145 quesiti referendari statali, ben 15 in Louisiana e 14 in California e Colorado. I quesiti vanno dalla tutela del diritto all'aborto alla regolamentazione sui minori transgender, dalla tassa sui Paperoni fino al divieto del foie gras a Washing e Denver.

I SONDAGGI. Le ultime rilevazioni indicano una vittoria dei democratici alla Camera, mentre per il Senato la battaglia è più aperta, ma anche qui i dem - ai quali servono 4 seggi per ottenere la maggioranza - appaiono in vantaggio.

I VOTANTI: Gli aventi diritto sono circa 250 milioni, su una popolazione di circa 350 milioni di persone.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata