Sull'Iran Donald Trump «valuta sempre aperte tutte le opzioni e gli attacchi aerei sono una delle tante, moltissime opzioni a disposizione del 'commander-in-chief'».

Lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca parlando con i giornalisti. «La diplomazia è sempre la prima opzione per il presidente. Ma ha dimostrato di non avere timore di ricorrere a opzioni militari qualora lo ritenga necessario e nessuno lo sa meglio dell'Iran», ha aggiunto Leavitt. 

Secondo l’ultimo aggiornamento dell'organizzazione non governativa con sede in Norvegia 'Iran Human Rights', sono almeno 648 i manifestanti morti dal 28 dicembre, giorno di inizio delle proteste in varie parti del Paese. Secondo la Ong, tra le vittime ci sono nove minorenni mentre i feriti sono migliaia. In un comunicato sul suo sito, 'Iran Human Rights' stima che gli arrestati sarebbero più di 10mila ma il blocco quasi totale di internet in vigore dall'8 gennaio rende complicato avere dati più precisi. 

La Russia intanto difende gli ayatollah e condanna i «tentativi di ingerenza negli affari interni dell’Iran». Lo afferma il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, che in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Ali Larijani, ha «concordato di continuare i contatti e di coordinare le loro posizioni per garantire la sicurezza».

(Unioneonline)

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