Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran “per settimane” nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un'invasione su larga scala, ma piuttosto incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria.

«È il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso», ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. 

E a un mese dall'inizio della guerra, entrano in campo gli Houthi che sferrano un attacco contro Israele e minacciano la chiusura dello stretto di Bab el-Mandab, altra via di comunicazione verso il Mediterraneo.

Teheran vendica gli attacchi contro siti nucleari con un'azione su una base saudita ferendo 12 militari americani.

Nel frattempo proseguono i tentativi di pace. Oggi un primo trilaterale tra i mediatori a Islamabad. Rubio assicura che il conflitto finirà «in settimane, non in mesi».

 Al G7 duro confronto tra Kallas e Rubio sulle misure contro il Cremlino ritenute insufficienti dall'Alto rappresentante Ue.

LA GIORNATA IN DIRETTA: 

Ore 22.15 – Aiea: «Reattore nucleare di Khodab in Iran danneggiato e non più operativo»

"Sulla base di un'analisi indipendente di immagini satellitari e della conoscenza dell'impianto, l'Aiea ha confermato che il reattore nucleare ad acqua pesante di Khondab, che l'Iran aveva segnalato come oggetto di un attacco il 27 marzo, ha subito gravi danni e non è più operativo. L'impianto non contiene materiale nucleare dichiarato". Lo annuncia l'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite sul suo account X. L'esercito israeliano aveva descritto il complesso come un "sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari" quando ha attaccato la struttura venerdì, ricorda il Guardian. Lo stesso giorno, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) avevano anche lanciato attacchi contro un impianto di lavorazione dell'uranio nella città di Yazd, nell'Iran centrale, descrivendo il sito come "un impianto unico in Iran utilizzato per la produzione di materie prime necessarie al processo di arricchimento dell'uranio".

Ore 21.25 – Idf: «Colpiti obiettivi del regime terroristico a Teheran»

L'esercito israeliano ha annunciato in serata di aver lanciato nuovi attacchi contro obiettivi a Teheran, dopo aver rilevato sette nuove salve di missili in arrivo dall'Iran durante la giornata. "Le Forze di Difesa Israeliane stanno attualmente colpendo obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran", ha dichiarato l'esercito.

Ore 21.05 - Nyt: «50.000 soldati Usa in Medio Oriente, 10.000 in più del normale»

In Medio Oriente ci sono al momento 50.000 soldati americani, 10.000 più del solito. Lo riporta il New York Times, ricordando come in situazione normali sono circa 40.000 le truppe americane nell'area sparse in vari Paesi, dall'Arabia Saudita al Bahrain passando per l'Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait. Da quando Donald Trump ha avviato la guerra - afferma un funzionario americano - il numero dei soldati è aumentato a 50.000, nel quale sono incluse le 4.500 truppe a bordo della Gerald Ford, che si è ritirata dalla regione il 23 marzo. La settimana scorsa il Pentagono ha ordinato il dispiegamento di 2.000 paracadutisti che sono già arrivati in Medio Oriente ma non è chiaro dove siano con esattezza. Gli esperti hanno spiegato che 50.000 soldati, molti dei quali in mare, sono una cifra piccola per un'operazione di terra significativa. Israele ne ha usati 300.0000 a Gaza mentre per l'invasione dell'Iraq nel 2003 la coalizione poteva contare su 250.000 uomini. Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal nei giorni scorsi, il Pentagono potrebbe ordinare il dispiegamento nell'area di altri 10.000 soldati, arrivando a poter contare su 17.000 truppe pronte ad agire per incursioni mirate a terra. 

Ore 20 – Riunione a Islamabad sull'Iran: «Sostegno alla mediazione del Pakistan»

Si sono concluse in serata a Islamabad le consultazioni tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere "possibili modalità per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra". L'incontro, convocato dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, si è concentrato sull'evoluzione della situazione regionale e su questioni di interesse comune, hanno fatto sapere fonti locali. All'incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il turco Hakan Fidan e l'egiziano Badr Abdelatty. In una dichiarazione videoregistrata, il ministro Dar ha affermato che tutte le parti hanno espresso fiducia nel ruolo di mediazione del Pakistan e che la Cina "sostiene pienamente" l'iniziativa di ospitare a Islamabad i potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto anche un bilaterale con il ministro degli Esteri saudita ed ha sottolineato l'impegno diplomatico di Islamabad, compresi gli sforzi per allentare le tensioni e incoraggiare il dialogo tra Stati Uniti e Iran. Ed ha inoltre evidenziato l'importanza dell'unità tra i paesi musulmani. 

Ore 18.50 – Libano: «Oltre 1.200 morti nei raid israeliani dall'inizio della guerra»

I raid israeliani sul Libano hanno ucciso 1.238 persone dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo scorso, tra cui 124 bambini. Lo ha annunciato oggi il ministero della Salute. Solo tra ieri e oggi sono morte 49 persone, secondo il ministero. Tra queste, dieci soccorritori e tre giornalisti. Oltre un milione di persone sono state sfollate a causa dei bombardamenti e degli ordini di espulsione emessi dall'esercito israeliano. 

Ore 17.50 – Netanyahu ordina all'Idf di ampliare ancora zona cuscinetto in Libano 

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all'esercito di "ampliare ulteriormente" una zona di sicurezza in Libano, mentre Israele continua la sua campagna nel paese vicino. "In Libano, ho appena ordinato all'esercito di ampliare ulteriormente la zona di sicurezza esistente", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione video. "Questo ha lo scopo di neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione (da parte dei militanti di Hezbollah) e di tenere il fuoco dei missili anticarro lontano dal confine". 

Ore 17.40 – Dieci soldati del Kuwait feriti in attacco iraniano contro campo militare

Dieci soldati kuwaitiani sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro un campo militare nel Paese del Golfo: lo ha dichiarato domenica l'esercito kuwaitiano, senza specificare la località, come riporta il Guardian. Il campo ha subito danni materiali, ha affermato l'esercito in un post su X, aggiungendo che il Kuwait ha affrontato 14 missili balistici e 12 droni nelle ultime 24 ore. 

Ore 17,10 – Nuovo messaggio di Khamenei: «Grazie a popolo Iraq e leadership religiosa»

Il leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, si rifà vivo con un messaggio in cui ringrazia il popolo iracheno e la leadership religiosa per il loro sostegno all'Iran "di fronte all'aggressione": lo riferiscono media statali iraniani. Secondo West Asia News Agency, il messaggio e' stato consegnato in un incontro da Mohammad Ale Sadegh, ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran a Baghdad, allo sceicco Hammam Hamoudi, capo del Consiglio Supremo Islamico dell'Iraq. L'ambasciatore iraniano ha inoltre espresso apprezzamento per la sincera posizione e il ruolo di spicco dello sceicco Hamoudi, lodando al contempo la posizione coraggiosa e chiara dell'autorità religiosa di Najaf in merito all'aggressione israelo-americana. Infine, Ale Sadegh ha ringraziato il popolo iracheno per la sua significativa solidarietà nei confronti dell'Iran, manifestata attraverso campagne di aiuti finanziari e manifestazioni di sostegno, che hanno avuto un profondo impatto sull'opinione pubblica iraniana.

Ore 16.45 – Mediatori vagliano proposte per riapertura Hormuz

Nei colloqui oggi a Islamabad, tra Pakistan con Turchia, Egitto e Arabia Saudita le discussioni iniziali si sarebbero concentrate sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Reuters sul sito. I paesi avrebbero discusso di proposte legate al traffico marittimo, che prima dell'incontro il Pakistan aveva inoltrato alla Casa Bianca. Tra le proposte, una proveniente dall'Egitto, che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita potrebbero formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran. 

Ore 14:30 – Tv Al Arabiya: «10 feriti in attacco alla sede di Teheran»

Il canale di notizie qatariano Al Araby ha condannato l'attacco che ha colpito "un edificio commerciale e civile" che ospita la sua redazione di Teheran, dopo aver precedentemente riferito che l'attacco aveva danneggiato l'edificio e interrotto le trasmissioni in diretta. «La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito di 10 feriti nell'attacco», si legge nella dichiarazione, specificando che l'attacco è stato «effettuato utilizzando un missile lanciato da un drone». 

Ore 12:40 – Idf: «Missili dall'Iran, sirene a Tel Aviv e a Gerusalemme»

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano che un nuovo attacco missilistico balistico sta arrivando dall'Iran. Le sirene stanno suonando a Tel Aviv, nell'area di Gerusalemme e in Cisgiordania. Lo riportano i media israeliani. 

Ore 12 – Polizia d’Israele impedisce a Pizzaballa di entrare al Santo Sepolcro

«Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, monsignor Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme». Lo rende noto il Patriarcato di Gerusalemme.

Ore 10:20 – Arabia Saudita: «Intercettati e distrutti 10 droni»

I sistemi di difesa dell'Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto 10 droni nelle ultime ore. Lo riferisce il portavoce del Ministero della Difesa del Regno in un post su X. 

Ore 9:30 – Kuwait: «In mattinata intercettati 4 droni»

In mattinata i sistemi di difesa del Kuwait hanno intercettato 4 droni diretti sul paese. Lo riferiscono diversi media, citando una dichiarazione sui social media dell'esercito kuwaitiano.

Ore 9 – Al Arabiya: «Nostra sede a Teheran colpita in un raid»

L'emittente televisiva qatarina Al Arabiya riferisce che la sua sede a Teheran è stata danneggiata da un raid aereo. 

Ore 8:20 – Cinque morti e quattro feriti in attacco a città portuale sul Golfo Persico

Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell'attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale. 

Ore 8:10 –  Iran: colpito porto vicino allo Stretto di Hormuz

Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani. 

Ore 7:50 – Idf, colpiti centri di comando, produzione e stoccaggio armi a Teheran

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito centri di comando temporanei e siti di produzione e stoccaggio di armi iraniani a Teheran, in una nuova ondata di attacchi. In un post su X, l'Idf ha dichiarato che i siti colpiti includevano "impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano".

Ore 6:30 – Teheran, due potenti esplosioni udite nel nord della città

Due potenti esplosioni hanno scosso il nord di Teheran nelle prime ore della mattina, secondo quanto riportato da un giornalista dell'AFP. Le esplosioni si sono verificate nella capitale iraniana mentre le difese aeree erano in funzione. 

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