«Patrioti iraniani continuate a manifestare».

Dopo oltre due settimane di proteste represse nel sangue che stanno paralizzando il Paese, Donald Trump su Truth sostiene le folle di Teheran: «Prendete il controllo delle istituzioni. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani. L'aiuto è in arrivo».

Secondo Iran International, il media di opposizione basato a Londra, sono almeno 12.000 le persone, molte under 30, uccise nelle proteste in Iran. 

Mentre il regime iraniano prova a riprendere l'iniziativa, con migliaia di persone convocate a Teheran e in altre città per una contromanifestazione a sostegno della Repubblica Islamica, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, definisce « categoricamente inaccettabili le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l'Iran» e respinge «i tentativi sfacciati di ricattare i partner stranieri dell'Iran aumentando i dazi commerciali». «Chi intende usare i disordini» in corso in Iran «come pretesto» per un nuovo attacco alla Repubblica islamica come quello del giugno scorso, «deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale». 

Intanto è scontro frontale con gli europei: il ministero degli Esteri iraniano ha annunciato la convocazione dei rappresentanti di Italia, Gran Bretagna, Francia e Germania, per condannare il sostegno dei loro governi ai "rivoltosi". Proprio mentre l'europarlamento ha vietato l'accesso a tutti i rappresentanti iraniani. «La Repubblica Islamica dell'Iran non cerca la guerra, ma è pienamente preparata alla guerra», ha avvertito il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, aprendo allo stesso tempo a negoziati purché siano «equi, con pari diritti e basati sul rispetto reciproco». Lo stesso Araghchi ha fatto sapere di aver aperto un «canale di comunicazione con l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti» Steve Witkoff.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani convoca l’ambasciatore dell’Iran in Italia: «Le donne e gli uomini dell'Iran si stanno battendo nelle strade, nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazione e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile. Dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini».

(Unioneonline)

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