«Uno scenario che impone unità, responsabilità, lucidità»: così Giorgia Meloni in Senato, in apertura delle sue comunicazioni sulla situazione in Iran. 

La premier si è poi soffermata sulla crisi del diritto internazionale, sulla invasione russa in Ucraina e sulle minacce «in cui dobbiamo collocare l’intervento americano e israeliano in Iran», a cui l’Italia «non prende parte e non intende prendere parte».

Quindi una riflessione sull’impegno diplomatico dell’Italia, e la condanna al "ruolo destabilizzante" dell'Iran, e alla sua capacità missilistica di colpire l’Italia e l’Europa.

Tre le direzioni principali per l’azione dell’Italia: anzitutto un lavoro sul piano diplomatico, «impossibile finché l’Iran continuerà con attacchi ai Paesi del Golfo». Ma anche far sentire la voce «perché durante gli attacchi americani e israeliani vengano preservati i civili», chiedendo anche «che si faccia chiarezza sulla strage delle bambine nella scuola iraniana».

Secondo, «completare la messa in sicurezza delle decine di italiani rimasti nell’area».

Terzo, la «partecipazione dell’Italia alle due missioni di difesa». La prima è Aspides, della cui forza navale dalla prossima settimana assumerà il comando con la nave Rizzo, attualmente nel Mar Rosso davanti alle coste dello Yemen. L'altra è Atalanta, con la nave Bianchi, impegnata nel pattugliamento anti pirateria lungo le coste della Somalia.

Quanto alle basi militari, Meloni ha sottolineato che tutti i Paesi si stanno impegnando a rispettare gli accordi presi in tal senso. «Ed è quello che fa l’Italia, e stupisce che questa scelta venga condannata in patria ed elogiata all’estero e in Spagna», le parole della premier. «Le basi concesse dipendono da accordi del 1954, sempre aggiornati da Governi di ogni colore». E ribadisco che ad oggi sull’utilizzo «non ci è pervenuta alcuna richiesta».

Quanto al Libano «ho ribadito ad Israele la completa contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation». Sottolineando come «sia importante sostenere lo sforzo per il disarmo di Hezbollah».

Quindi un passaggio sul «sostegno multidimensionale» all'Ucraina e sulla necessità di mantenere la pressione su Mosca, per portarla «a sedere al tavolo negoziale e contribuire costruttivamente alla pace».

SICUREZZA INTERNA E SPECULAZIONE ENERGETICA – Poi un richiamo all’impegno del Governo nella sicurezza interna, alle misure contro l'impennata dei prezzi dei carburanti con possibile attivazione anche del meccanismo delle accise mobili e particolare attenzione ad «evitare che si speculi sulla crisi». «A chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza, perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili».

Proprio sul tema energetico Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno a rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia.  E a richiedere al prossimo Consiglio Ue la necessità di una sospensione temporanea del meccanismo degli Ets, «per cui occorre una revisione». 

UCRAINA E DIFESA EUROPEA – Al Consiglio Ue della prossima settimana si parlerà anche «di Ucraina: il conflitto è entrato nel quinto anno, la posizione italiana non è mai cambiata, restiamo a sostegno del Paese, come ho avuto modo di ribadire a Zelensky nel nostro ultimo contatto giovedì scorso». E poi al Consiglio Ue anche il punto sulla prontezza della difesa europea, «un tema sempre più attuale e urgente, in particolare per quanto riguarda il piano di azione sui droni e sulla sicurezza anti-droni, cui l'Italia, con le eccellenze della propria industria della difesa, potrà dare un contributo essenziale».

L’AFFONDO AI GIUDICI – E ancora il tema dell’immigrazione, con un nuovo affondo ai giudici, secondo i quali «i migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo e violenza sessuale su minore» non possono essere « trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale».

«Le crisi di oggi non ammettono debolezze e ambiguità: o l'Europa difende i propri confini, la propria libertà e benessere o è destinata all'irrilevanza in un mondo che non fa sconti a nessuno», la conclusione di Meloni. «Poco importa che si tenti di dire che siamo isolati proprio mentre siamo al centro di ogni coordinamento internazionale, poco importa sentirsi dire ogni volta che il governo dovrebbe scegliere da che parte stare, non condivido questa visione provinciale della politica internazionale, e ancora meno condivido l'idea che ci sia sempre qualcuno da cui prendere esempio». «Noi ci schieriamo con unico interesse: quello dell’Italia, con radici nel Mediterraneo, testa in Europa e cuore nell’Occidente».

Oggi alle 16 le comunicazioni alla Camera.

(Unioneonline/v.l.)

© Riproduzione riservata