A Islamabad in Pakistan è il giorno dei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Le prime interlocuzioni  dovrebbero iniziare nel pomeriggio e ualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio all'hotel Serena.

Le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti. 

«Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo». Così il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran, stando a quanto riportato dalla tv di Stato iraniana. "La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute", ha dichiarato Ghalibaf.

La delegazione iraniana è stata accolta dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, oltre che dal presidente dell'assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell'Esercito il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e dal ministro dell'Interno Syed Mohsin Raza Naqvi, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri pakistano.

Intanto dagli Stati Uniti arriva una notizia che potrebbe influire sulla tregua, al momento molto fragile. Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l'intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran entro le prossime settimane.

Per l'emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d'arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi.

Dall'ambasciata cinese a Washington però smentiscono: «La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false». Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all'inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.

Le notizie di sabato 11 aprile: 

Delegazione Iran porta con sè foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab

La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab «come prova dei crimini di guerra americani». Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. «I miei compagni di volo #Minab168», scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.

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