Il premio Nobel per l’economia Stiglitz: «Usa in profonda crisi. Simili all'Europa negli anni Trenta»
L’intervento a Pula durante un convegno: «Molti vogliono emigrare. Per l'Unione europea questa può essere una grande opportunità»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Credo che gli Stati Uniti siano in una profonda crisi. È un Paese fortemente polarizzato. Uno dei due partiti ha completamente capitolato ed è diventato servo di Trump, che ha ottenuto dalla Corte Suprema poteri senza precedenti e li usa per spezzare lo Stato di diritto».
È il quadro fosco tracciato dal premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz, intervenendo a Linkontro, l'appuntamento organizzato da NielsenIQ a Santa Margherita di Pula (Cagliari).
Una situazione che, secondo l'economista della Columbia University, presenta alcune preoccupanti analogie con l'Europa degli anni Trenta.
«Molte persone nel mondo accademico vogliono trasferirsi all'estero, come accadeva allora, quando si intuiva l'arrivo del fascismo. Per l'Unione europea questa può essere una grande opportunità», afferma Stiglitz.
Un altro elemento che richiama quel periodo storico, secondo il Nobel, è l'uso di strumenti economici per limitare la libertà di espressione, come la minaccia di revocare le licenze alle emittenti televisive che trasmettono determinati comici. «Se sei proprietario di una tv, magari pensi che non valga la pena combattere», osserva Stiglitz.
Non aiuta, aggiunge, il fatto che social network come Facebook, Instagram e X «siano controllati da persone come Mark Zuckerberg ed Elon Musk, che amplificano Trump», mentre oligarchi come Jeff Bezos e Rupert Murdoch possiedono il Washington Post e il Wall Street Journal.
«Una minoranza così punta a continuare a dominare a tutti i costi e a schiacciare la democrazia», sostiene Stiglitz, riferendosi anche a possibili manipolazioni delle procedure di voto in vista delle elezioni di midterm. «Ma stiamo parlando di una minoranza di americani. Quanto accaduto a Minneapolis, dove moltissime persone sono scese in piazza al gelo per proteggere sconosciuti dall'Ice, ne è un esempio. E lo stesso sta succedendo in molte città. Un uomo e una donna sono stati uccisi per questo. In questo c'è il meglio e il peggio degli Stati Uniti di oggi».
(Unioneonline/A.D)
