«Oggi la Commissione europea ha ospitato una riunione a cui hanno partecipato le autorità sanitarie e di protezione civile degli Stati membri» per «fornire gli ultimi aggiornamenti» sui casi di hantavirus a bordo della nave Hondius e «garantire un buon coordinamento su questioni quali il rimpatrio, le linee guida sulla quarantena e la comunicazione dei rischi». Lo riferisce una portavoce dell'esecutivo Ue.

"La Commissione ha informato che il meccanismo di protezione civile è stato attivato dalla Spagna" ha spiegato la portavoce, aggiungendo che nelle prossime ore “si terranno ulteriori discussioni per esaminare e definire i protocolli sulla quarantena e le linee guida”. 

Durante la riunione, ha spiegato la portavoce, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) «ha presentato il proprio rapporto di valutazione della minaccia e una consulenza rapida per la gestione dei passeggeri al punto di ingresso di destinazione, e ha inoltre riferito in merito alle conclusioni dell'esperto che si trova attualmente sulla nave da crociera colpita».

Dal canto suo, «la Commissione ha informato che il meccanismo di protezione civile è stato attivato dalla Spagna e che qualsiasi Stato membro può richiedere capacità di trasporto, evacuazione medica o forniture mediche. Gli Stati membri - ha aggiunto - possono anche offrire capacità di trasporto e la Commissione provvederà poi a coordinare l'impiego di un numero minimo di aerei».

La portavoce ha quindi spiegato che venerdì «si terranno ulteriori discussioni per esaminare e definire i protocolli sulla quarantena e le linee guida. Lo stesso giorno, la Commissione, la Spagna e i Paesi Bassi parteciperanno inoltre a una riunione dell'Iniziativa per la sicurezza sanitaria globale per coordinarsi con i membri del G7 che hanno cittadini a bordo della nave».

«La tutela della salute pubblica rimane la priorità assoluta della Commissione - ha sottolineato - Continuiamo a mantenere alta la vigilanza, monitorando attentamente la situazione e lavorando in stretta collaborazione con tutte le autorità degli Stati membri interessati, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l'Ecdc, per garantire una risposta rapida ed efficace in ogni fase».

(Unioneonline)

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