Donald Trump torna a scuotere gli equilibri internazionali con una lettera indirizzata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, rivelata da Sky News. «Considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre in più, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d'America». Nel testo, Trump torna a rivendicare la Groenlandia, sostenendo che la Danimarca non sia in grado di difendere l’isola da possibili minacce russe o cinesi. «La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti», afferma il tycoon. «Sappiamo solo - afferma Trump - che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì. Ho fatto per la Nato più di chiunque altro fin dalla sua fondazione, e ora la Nato faccia qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo totale e completo della Groenlandia. Grazie!».

Le dichiarazioni del tycoon sono al centro delle valutazioni in corso nelle capitali europee. Secondo il Financial Times l’Unione europea starebbe prendendo in considerazione misure di ritorsione contro Washington, tra cui l’imposizione di dazi per un valore fino a 93 miliardi di euro o la limitazione dell’accesso delle aziende statunitensi al mercato europeo. Le misure di ritorsione sarebbero state elaborate per dare ai leader europei un peso in vista degli incontri con il presidente americano al World Economic Forum di Davos questa settimana. I funzionari europei si augurano che le loro minacce di ritorsione aumentino la pressione americana bipartisan su Trump e lo spingano a retrocedere sui dazi. «È già una situazione che non consente compromessi perché non si può cedere sulla Groenlandia. Gli americani ragionevoli sanno che ha aperto un vaso di Pandora», ha messo in evidenza un funzionario europeo con il Financial Times. 

Per il ministro degli Esteri Tajani «bisogna dialogare a testa alta con gli Usa. Una guerra commerciale sarebbe sbagliata, uno scontro che farebbe solo un regalo ai nostri competitor, cioè Cina e Russia».  «L'Ue - ha detto ancora - non può fare a meno dell'America ma anche viceversa: è fondamentale l'unità dell'Occidente. La Groenlandia non fa parte dell'Ue ma è ricchissima di materie prime e minerali, su cui hanno puntato gli occhi i cinesi. Noi occidentali dobbiamo tutelare i nostri interessi, perché siamo paesi industriali e le materie prime ci servono». Tajani ha ricordato la strategia per l'Artico recentemente presentata, per cui la tutela di queste risorse deve avvenire «con l'azione, insieme, di Nato e Ue». Sul destino dell'isola «solo groenlandesi e danesi possono decidere».

(Unioneonline)

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