Un'operazione di terra lunga settimane fatta di incursioni mirate e non un'invasione vera e propria su larga scala. Il Pentagono lima i piani per la prossima fase della guerra in Iran qualora Donald Trump decidesse per l'escalation. L'Iran si è detto pronto a fronteggiare sul campo gli americani e li ha sfidati: «Li aspettiamo, daremo loro fuoco», minaccia il potente capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.

Per ora il commander-in-chief sembra comunque preferire l'opzione diplomatica e ha fissato al 6 aprile il suo nuovo ultimatum prima di colpire le centrali elettriche iraniane. A Islamabad sono iniziate le consultazioni dei negoziatori di Pakistan, Turchia, Egitto e Arabia Saudita, concentrate prevalentemente sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz, di cui Teheran avrebbe chiesto il controllo nella risposta al piano per la pace in 15 punti degli Stati Uniti. Allo studio, secondo le indiscrezioni raccolta da Reuters, c'è l'ipotesi avanzata dall'Egitto che prevede l'imposizione nello Stretto di tariffe simili a quelle del Canale di Suez.

Turchia, Egitto e Arabia Saudita da parte loro potrebbero invece formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran. 

La diretta del 30 marzo 2026

Ore 9.55 – Madrid: «Chiuso lo spazio aereo per non contribuire alla guerra illegale in Iran»

La Spagna non ha solo negato l'uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell'operazione militare contro l'Iran, segnando una posizione di netta distanza dall'intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate oggi da El Pais. 

Ore 8 – Trump: «Oggi buone trattative con l’Iran, negoziamo direttamente e indirettamente»

«Con l'Iran stiamo negoziando direttamente e indirettamente». Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. «Oggi - ha aggiunto - ci sono state buone trattative con l'Iran». Il presidente Usa vuole prendere il petrolio dell'Iran e potrebbe impadronirsi dell'hub di esportazione dell'isola di Kharg. In un'intervista al Financial Times, ha spiegato che la sua «preferenza sarebbe quella di prendere il petrolio», paragonando la potenziale mossa a quanto fatto in Venezuela dopo gli Stati Uniti intendono controllare l'industria petrolifera «a tempo indeterminato». «Potremmo prendere Kharg o potremmo non prenderla. Abbiamo molte opzioni», ha aggiunto precisando che, a suo avviso, gli Stati Uniti potrebbero farlo «molto facilmente. Non penso che abbiano difese». 

Ore 7 – Wsj: «Trump valuta la missione militare per recuperare l'uranio in Iran»

Donald Trump sta valutando un'operazione militare per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran. Una missione complessa che vedrebbe le forze americane operare all'interno del paese per giorni o per un periodo più lungo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui il presidente non ha ancora deciso. Trump è consapevole dei rischi che una tale operazione comporta ma resta aperto all'idea. Il presidente e alcuni dei suoi alleati hanno detto privatamente che sarebbe possibile sequestrare l'uranio con un'operazione mirata che non allungherebbe la guerra, che si vorrebbe chiusa per la metà di aprile. 

(Unioneonline)

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