I primi due italiani della Flotilla rientreranno già questa sera: sono il parlamentare M5s Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani.

Lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti a Villa Pamphili, sede dell’incontro bilaterale tra la presidente Meloni e il primo ministro indiano Narendra Modi.

Gli attivisti fermati al largo delle coste di Cipro sono arrivati al porto israeliano di Ashdod, ha confermato il portavoce di Adalah, la ong che assiste legalmente in Israele i partecipanti della missione: «Il nostro team legale contesterà la legalità di queste detenzioni e chiederà l’immediato rilascio di tutti» gli attivisti, si legge in una nota della ong.

Sono stati legati e trascinati nel porto, mentre gli altoparlanti trasmettevano l’inno israeliano e agenti di polizia mascherati li spingevano a terra, costringendoli a mettersi a quattro zampe e trascinandoli sul pavimento. Sono stati allineati all’interno di un magazzino, costretti a inginocchiarsi con la faccia a terra e le mani legate dietro la schiena con delle fascette.

Sono 430 quelli fermati, tra di loro 30 italiani e i due sardi Ilaria Mancosu e Gianfranco Frongia. La prima era a bordo dell’imbarcazione Amazon. Frongia invece faceva parte dell’equipaggio di Last Dream.

Il ministro deride e minaccia

In visita al porto di Ashdod è arrivato anche il ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben Gvir, che ha diffuso un video in cui deride gli attivisti, ammanettati e bendati in ginocchio: «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo», ha detto. E ancora: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa, il popolo di Israele vive». In un altro filmato si vede un attivista che grida «Free Palestine» mentre viene sbattuto a terra da un agente.

Ben-Gvir non vuole rilasciarli: «Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi», ha detto in un altro video, deridendoli ancora. «Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora. Niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo».

Ed è scontro anche all’interno dell’esecutivo guidato da Netanyahu sulle immagini diffuse da Ben Gvir: «Tu non sei il volto di Israele», lo attacca il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. «Con questa vergognosa performance, hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta. Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell'Idf ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri ancora'».

L’ira del Governo

Scene, quelle diffuse sui social che hanno provocato l’ira del governo italiano: «Le immagini di Ben Gvir sono inaccettabili, è inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti», si legge in una dichiarazione congiunta della premier Meloni e del ministro Tajani.

Mentre Pd, Avs e M5s chiedono al Governo di «sanzionare Israele» e «interrompere ogni accordo commerciale con il governo più criminale che c’è oggi al mondo».

Lo sciopero della fame

Una parte degli attivisti, 87 per la precisione, ha iniziato uno sciopero della fame. In un post su X la Flotilla ha scritto che «l’esercito che si autodefinisce il più morale ha rapito i nostri compagni in acque internazionali» ed esortato tutti i governi a «condannare l’atto di pirateria».

In un comunicato poi, la Global Sumud Flotilla evidenzia il trattamento «vergognoso e riprovevole» riservato agli attivisti, «inginocchiati a terra, legati, umiliati ed esposti come trofei».

Fra i 30 attivisti italiani fermati, a cui si aggiungono due spagnoli e un americano che vivono stabilmente in Italia, dieci erano già stati fermati nelle precedenti spedizioni della Flotilla: sette durante l’abbordaggio di ottobre 2025, 2 lo scorso 29 aprile sempre al largo di Cipro e uno si trovava in entrambe le missioni. Il team legale italiano ha depositato una nuova denuncia alla procura di Roma chiedendo il rilascio immediato, protezione e garanzie per gli attivisti.

(Unioneonline/L)

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