Riarmo, fine vita, laicità. Papa Leone XIV è arrivato oggi in una Francia che su tanti temi marca la distanza con la Santa Sede. E il Papa americano non fa sconti ribadendo la necessità di costruire una società dove ci sia sempre al centro la dignità dell'uomo. Erano 18 anni che Parigi attendeva la visita di un Pontefice: l'ultimo fu Benedetto XVI nel 2008, con Francesco che poi toccò tre volte il suolo di Francia (Strasburgo nel 2014, Marsiglia nel 2023, Ajaccio nel 2024) senza però rendere visita al paese e alle sue autorità. E Bergoglio non aveva voluto neanche presenziare, pur invitato, alla riapertura della cattedrale di Notre Dame nel dicembre del 2024. Aveva preferito in quei giorni l'incontro con le confraternite e le famiglie della Corsica. Fu il suo ultimo viaggio all'estero.

Emmanuel Macron ottiene dunque l'attesa visita del Papa ma Leone rimarca la necessità di rivedere le politiche interne e quelle internazionali. Guardando alla Francia di oggi, sempre più multietnica e multireligiosa, il Pontefice invita ad accogliere queste diversità come «ricchezza» e dice che il dialogo è «urgente» per evitare «derive autoritarie». Tra gli argomenti c'è quello della tutela della vita, in un Paese che ha una legge sul fine vita, che ha suscitato le dure critiche dei vescovi locali, e che ha elevato il diritto all'aborto a diritto costituzionale. «A volte constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l'acquisto di organi o l'offerta di una morte programmata», ha detto Leone senza tanti giri di parole. «Ribadisco con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano», ha detto Leone XIV nel discorso all'Eliseo.

E nel paese capofila dei cosiddetti «volenterosi» che guarda al riarmo per prevenire i conflitti, il Papa replica che «si sta diffondendo sempre più la convinzione, errata, che il possesso di armi nucleari costituisca una garanzia di sicurezza, alimentando una nuova corsa agli armamenti difficilmente controllabile. In realtà, la pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia». Nel pomeriggio, nel suo discorso all'Unesco, ribadisce che «la più terribile delle opere umane è la guerra; poiché in essa la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana di distruggere e uccidere». Sulla laicità: quella «giusta non esclude la religione», ha avvertito Prevost.

Tra i momenti più iconici della giornata l'ingresso di Papa Leone nella 'nuova' Notre-Dame; è il primo Pontefice a varcare la soglia della cattedrale restaurata dopo il rovinoso incendio del 2019. Stasera invece è atteso un vero e proprio bagno di folla con 80mila giovani allo Stade de France a Saint-Denis. Nel volo da Roma a Parigi il Papa ha salutato i giornalisti. E sul tema della libertà di stampa si è consumato un altro 'duello' a distanza con il presidente Usa Donald Trump. Al vaticanista della Cnn, tra le testate escluse dalla Casa Bianca in alcuni eventi, dice: «Io sono contento che siete tutti qui, siete i benvenuti, una buona copertura mediatica è importante ovunque e per tutti». Rievoca poi le sue origini familiari francesi e alla domanda se vedrà cugini, replica sorridendo: «Mai dire mai». Infine scherza sulle notizie che hanno riferito di un suo particolare ripasso del francese, proprio per affrontare questo viaggio. Duolinguo? «Non lo uso più» e le recenti notizie su questo «sono fake news».

(Unioneonline)

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