«Perché dovremmo fare del male all’Italia?».

Mentre esplode lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni, accusata dal presidente americano in un’intervista al Corriere della Sera di non avere «coraggio» e che l'Iran «farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità», l'ambasciata iraniana in Thailandia risponde con toni concilianti mettendo sul piatto in ordine sparso ciò che di bello l’Italia ha da offrire, Sardegna inclusa: «Amiamo il popolo italiano, il calcio e il cibo – scrivono - e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto il resto».

Un post che sul profilo X si staglia in mezzo a tanti altri sulla guerra lanciata da Usa e Israele a fine febbraio.

Alcuni più seri, altri più ironici: «La nuova mossa di Trump contro il nostro Paese è così comica che non abbiamo nemmeno un meme per essa», si legge in un tweet. E al giornalista Eric Daugherty che annuncia che «l’Iran ha detto di volere un accordo con il presidente Trump dopo aver realizzato che il suo blocco navale nello Stretto sta funzionando», viene risposto: «Cos’hai fumato?». 

O ancora: «Siete pronti ragazzi?», la didascalia di una grafica che, giocando sul tema caldo del prezzo del petrolio, trasforma Trump 2028 in Trump 20,28 dollari al gallone. Una linea “troll” che viene condivisa da altre ambasciate, come si evince da un post dell'ambasciata iraniana in Sudafrica in cui si vede un Trump in versione anni Ottanta, armato di capelloni, giacca a motivi geometrici e tastieroni, suonare “Blockade”, come a prendere in giro i suoi ripetuti annunci di blocco dello Stretto di Hormuz.

(Unioneonline/D)

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